Sondaggio Demopolis, i veneziani si sentono meno sicuri che in passato

Una delle tabelle riassuntive del sondaggio

Indagine dell'istituto demoscopico tra 4200 lettori: furti, aggressioni e mancanza di lavoro le paure maggiori in Veneto

VENEZIA. Per il 68% dei cittadini la sicurezza è diminuita rispetto al passato: è la percezione che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis fra i lettori online de "La Nuova di venezia e Mestre".

Cresce la preoccupazione a Venezia: 7 intervistati su 10 dichiarano di sentirsi oggi poco o per niente sicuri nella zona in cui vivono o lavorano. Si tratta di un dato in forte crescita rispetto agli anni precedenti, evidenzano i ricercatori di Demopolis.

L’indagine dell’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato la graduatoria delle paure più avvertite dalle famiglie nella regione: prevale, per l’80%, il timore di subire furti o rapine in casa, ma anche scippi o aggressioni fuori dalle mura domestiche (67%). Il 41% degli intervistati teme molestie o violenze per sé o altri familiari, oltre un terzo paventa truffe informatiche.

Ai lettori intervistati, è così stato chiesto anche di suggerire quali - secondo loro - dovrebbero essere le priorità del Governo

Incrementare la sicurezza resta il primo obiettivo per oltre i due terzi dei cittadini intervistati da Demopolis. Rilanciare economia e occupazione (68%) e migliorare la gestione dell’immigrazione (67%) sono oggi la seconda e la terza priorità nell’agenda dei cittadini. Il 60% sollecita la riduzione della pressione fiscale, mentre appena un quarto indica la necessità di aumentare l’efficienza della sanità pubblica.

La gestione della presenza di immigrati nel nostro Paese resta variabile problematica e che dimostra di accendere – fino ad esacerbarle – le preoccupazioni: l’82% ritiene che sia difficile integrare gli immigrati oltre un certo numero, il 71% si dichiara preoccupato per una presenza percepita oggi come incontrollata. Più di 4 su 10 ammettono di nutrire un sentimento di paura nei confronti degli immigrati, mentre il 35% ne riconosce l’utilità per il mercato del lavoro e per le dinamiche produttive del Paese.

In questo contesto di marcate criticità e di possibili tensioni sociali, l’Unione Europea – nella percezione dell’opinione pubblica – non sembra aver assunto un ruolo apprezzabile. L’86% degli intervistati contesta le scelte dell’UE nella gestione dell’immigrazione.

Nota informativa - I dati sono tratti dal sondaggio realizzato dall'Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, nel mese di dicembre 2017 tra i lettori online dei quotidiani veneti Il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova Venezia e il Corriere delle Alpi di Belluno. Al campione complessivo di 4.200 rispondenti nella regione è stata applicata una ponderazione sulle variabili di quota in relazione al genere ed alla fascia di età. Approfondimenti su www.demopolis.it

 

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