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Elezioni, bufera su Madeyski

San Donà. Riaperti i giochi nel centrodestra dopo la candidatura di Pilla voluta da Forcolin

SAN DONÀ. Pressioni contro la candidatura di Paolo Madeyski, la casa di cura nell’occhio del ciclone e Forza Italia che si chiude nel massimo riserbo. Oliviero Leo di Scegli Civica ha svelato quanto sarebbe accaduto nelle settimane scorse, subito smentito dalla dirigenza, alla Rizzola dopo che Madeyski ha deciso di candidarsi per FI alle prossime amministrative. Una riunione con alcuni degli esponenti della coalizione nella quale c’è stato lo sfogo del medico chirurgo il quale ha fatto capir ...

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SAN DONÀ. Pressioni contro la candidatura di Paolo Madeyski, la casa di cura nell’occhio del ciclone e Forza Italia che si chiude nel massimo riserbo. Oliviero Leo di Scegli Civica ha svelato quanto sarebbe accaduto nelle settimane scorse, subito smentito dalla dirigenza, alla Rizzola dopo che Madeyski ha deciso di candidarsi per FI alle prossime amministrative. Una riunione con alcuni degli esponenti della coalizione nella quale c’è stato lo sfogo del medico chirurgo il quale ha fatto capire che dall’alto la sua decisione non era stata gradita. E pare abbia già consultato il suo legale di fiducia, l’avvocato Luca Pavanetto.

Leo ha reso pubblici questi retroscena mentre infuria il dibattito sulle candidature del centrodestra, con Francesca Pilla proposta dalla Lega sostenuta con convinzione proprio dal vicegovernatore del Veneto Gianluca Forcolin, che la scorsa estate ha fatto un azzardo e l’ha lanciata nel firmamento senza consultare tutti gli altri gruppi. E siccome la casa di cura Rizzola è struttura sanitaria privata convenzionata e accreditata dalla Regione sono stati in molti che in questi giorni hanno fatto dei ragionamenti in merito. «La Regione prenda le distanze da certe voci circolate negli ambienti della politica e della città», chiede Leo, «nessuno vuole accusare o strumentalizzare. Non è un mistero la condizione in cui si trova Madeyski da qualche tempo e ci piacerebbe che la Regione e il vicegovernatore Forcolin denunciassero, se confermate, certe pressioni o ne prendessero le debite distanze pubblicamente». Il problema nasce dal fatto che il medico chirurgo, 48 anni di lavoro alle spalle, 24 dei quali alla Rizzola dove è considerato un luminare, ha il contratto in scadenza il 31 dicembre, non ancora rinnovato per il momento. Il rinnovo, in questo periodo dell’anno, non può che essere materia di discussione e la sua candidatura ufficiale si è inserita proprio in questo periodo delicato. Lui ha detto che se dovesse essere eletto garantirebbe un solo giorno la settimana di lavoro alla casa di cura di San Donà e il resto solo alla politica.

Sulla questione è intervenuta anche Francesca Zottis del Pd dal Consiglio regionale dove siede all’opposizione di Zaia e Forcolin. «Sicuramente verrà fatta chiarezza su quanto dichiarato da Oliviero Leo», dice, «se ci fossero state pressioni di quella natura sul dottor Madeyski si tratta di una pagina politica non degna della nostra città e dei nostri cittadini. In politica si deve aver paura di mancare di rispetto agli altri, non del confronto anche se acceso». E non si esclude che il Pd possa anche presentare un’interrogazione in Regione.

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