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«Gli ex dirigenti comunali? Lascino spazio ai giovani»

Brugnaro: non abbiamo messo fedelissimi ma solamente razionalizzato e ridotto le spese

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VENEZIA. «Otto dirigenti in pensione adesso criticano l’amministrazione di cui non fanno più parte. Ma non funziona così... Noi i debiti li abbiamo trovati, non li abbiamo fatti noi. I dirigenti si facciano da parte e lascino fare ai giovani, ai loro figli». Così il sindaco Luigi Brugnaro replica alla lettera appello pubblicata ieri dai giornali e firmata da otto ex dirigenti apicali del Comune. L’ingegnere capo Manuel Cattani, gli avvocati civici Giulio Gidoni e Maria Maddalena Morino, l’ex direttore generale e responsabile del Patrimonio Luigi Bassetto, il capo ufficio stampa Enzo Bon, il dirigente dell’Urbanistica Oscar Girotto, il direttore del Welfare Sandro del Todesco, del settore cinema Roberto Ellero. «Vogliono privatizzare», sostengono i firmatari. Brugnaro rispedisce al mittente. «Ma chi ha governato negli ultimi vent’anni? Brugnaro e i suoi fedelissimi? Gli 800 milioni di debito che siamo trovati li abbiamo fatti noi?».

Nessuna «volontà di privatizzare», risponde il sindaco. Al contrario, «la voglia di rendere più efficiente una macchina che non funzionava». «Abbiamo trovato di tutto, grovigli anche nelle cose più semplici», dice. Non entra nel merito dei singoli casi, Brugnaro. Ma in serata circola un foglietto con i compensi dei firmatari e il numero dei dirigenti in carica in Comune.

Negli ultimi due anni, con l’amministrazione Brugnaro, i dirigenti del Comune sono calati da 73 (al 30 maggio 2015) a 55 al 31 dicembre 2017. Di i questi, si legge nella nota inviata al sindaco dagli uffici, 53 erano già in forza nell’amministrazione di Ca’ Farsetti. Uno (Braga) è arrivato dalla Città Metropolitana, un altro (Maniero) è stato promosso e lavorava già in Comune.

«Non abbiamo messo nostri fedelissimi, semplicemente razionalizzato e ridotto la spesa», dice un dirigente dello staff del sindaco.

Il costo complessivo per i dirigenti comunali è sceso in due anni di circa 2 milioni di euro ogni anno.

I dirigenti firmatari della lettera, continua la nota, «percepivano in totale 750 mila euro l’anno più 150 mila euro di premi». Compensi molto alti, secondi soltanto a quelli di alcuni dirigenti delle aziende comunali, tuttora in carica. A cominciare dall’amministratore di Avm e Actv, Giovanni Seno, che viaggia oltre i 200 mila euro l’anno. «Non voglio far polemica con chi mi ha preceduto», ripete Brugnaro, «ma dobbiamo affrontare situazioni che abbiamo trovato, lasciate dalle amministrazioni e dai dirigenti del passato». (a.v.)
 

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