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Droga, chiesti 136 anni per 14 imputati

La banda trafficava eroina e marijuana dai Balcani e cocaina e hashish dal Marocco fino a Milano e a Chioggia

di Rubina Bon
2 minuti di lettura
CHIOGGIA. Venti anni di reclusione a testa per le due persone considerate al vertice dell’organizzazione e condanne che oscillano fra i 3 anni e 4 mesi e i 10 anni per gli altri imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato. Il totale fa 136: tanti sono gli anni di reclusione, nella maggior parte dei casi per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, che la pubblico ministero Lucia D’Alessandro ha chiesto per 14 imputati finiti nell’operazione “Apocalisse” che aveva portato, a maggio dello scorso anno, a stroncare un ingente traffico di droga che arrivava a Chioggia e a Milano dai Balcani (eroina e marijuana) e dal Marocco e dalla Spagna (cocaina e hashish).

Le richieste di condanna per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato – evitando così il processo in aula e beneficiando dello sconto di un terzo della pena – sono state formulate dalla pm D’Alessandro al termine di una requisitoria durata dieci ore nell’udienza preliminare che si sta celebrando in aula bunker a Mestre, davanti al gup Alberto Scaramuzza. Una requisitoria nella quale la sostituto procuratore ha ricostruito l’indagine della Guardia di Finanza che era durata tre anni e aveva portato al sequestro di quasi mezza tonnellata di droga e a 50 persone finite in un primo tempo nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Venezia che ha coordinato le indagini. Al termine degli accertamenti, il rinvio a giudizio era stato chiesto per 37 persone, parte delle quali ha chiesto di poter accedere ai riti alternativi.

La pubblico ministero ha chiesto di condannare a 20 anni di reclusione (pena base a 21 anni, aumentata a 30 per le aggravanti e la continuazione e scontata di 10 anni per la scelta dell’abbreviato) il chioggiotto Giuliano Boscolo Meneguolo, classe 1960, e Giovanni Deuscit (1973, Lodi), che secondo la Procura, assieme ad Armando Boscolo Meneguolo, rivestivano i ruoli di «promotori, organizzatori, finanziatori e capi dell’associazione» ed erano impegnati sia sul fronte dell’approvigionamento dello stupefacente, anche importandolo dall’estero, sia sul fronte della gestione del gruppo, dai mezzi di trasporto per la droga ai luoghi dove nasconderla, dai rapporti con i clienti ai metodi per comunicare senza essere scoperti. Dieci anni di reclusione a testa per Angelo Mannu (1974, Milano), William D’Alessandro detto Willy (1994, Milano), Francesca Zanni (1992, Chioggia), Romea Boscolo Bielo detta Luigina (1969, Chioggia), Davide Laserra (1974, Milano), Daniel Boscolo Meneguolo (1988, Chioggia). E ancora 9 anni e 4 mesi a Sergio Gramegna e Abdelghani Halmaoui detto Abdul l’americano (1969, Cassina de’Pecchi in provincia di Milano); 5 anni per Alì Ben Mohamed Ahmed (1976, Tunisia) e Luca Zennaro (1974, Chioggia), 4 anni per Pasquale Creuso (1960, Montegrotto Terme), 3 anni e 4 mesi per Karim Dendoune (1978, Chioggia).

Nel procedimento è coinvolto anche l’avvocato mestrino Giacomo Gamba, accusato di favoreggiamento personale «per aver aiutato alcuni compartecipi all’associazione per delinquere ad eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria ed a sottrarsi alle ricerche della Guardia di Finanza, senza concorrere nel reato di associazione per delinquere». Il legale ha scelto di non chiedere riti alternativi e di andare a dibattimento.

Nelle udienze fissate nei prossimi giorni in aula bunker, la parola passa alle difese degli imputati che hanno chiesto il giudizio abbreviato. Il giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza leggerà la sentenza il 23 dicembre.

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