Salta la vendita di Villa Ancillotto non si farà l’hotel

Il rischio adesso è che la storica dimora cada nel degrado La Soprintendenza valuterà se porre dei vincoli

SAN DONÀ. Salta l’affare Villa Ancillotto, il fondo proprietario della antica magione, che fu anche degli Orfei, non potrà vendere a un privato per realizzare un grande albergo a cinque stelle e recuperare così la villa. Nel corso delle operazioni di stima del valore, infatti, è stata interessata anche la Soprintendenza che dovrà fare un sopralluogo per decidere se la struttura, e anche tutti i terreni, debbano essere sottoposti a un vincolo trattandosi di una villa storica e di interessa culturale.

Il risultato è che la vendita da parte del fondo proprietario della strutture e dei terreni, collegato a Banca Intesa, è saltata dopo che la società “Domus Brenta”, che ha realizzato anche il vicino supermercato Mega, era pronta a fare l’offerta e acquistare. Sarebbe sorto un grande albergo di lusso a 5 stelle al posto della villa, con varie costruzioni attorno. Al Comune, tra trent’anni, sarebbe poi stata ceduta la villa, che non ha le risorse per ristrutturare, mentre avrebbe potuto avere accesso a determinati vani magari per mostre o eventi. L’operazione era quasi perfezionata e vedeva appunto quale soggetto attivo la “Domus Brenta” di Padova, società specializzata in servizi immobiliari che ha realizzato anche il supermercato Mussetta. Un’operazione top secret che preludeva la sigla del contratto con l’acquisto della antica dimora della famiglia Ancillotto, poi acquistata dai circensi Orfei.

La sua storia recente è complessa. La villa e i terreni erano stati acquistati da una società immobiliare che avrebbe dovuto realizzare la lottizzazione. Progetto mai realizzato, per motivi legati alla crisi nell’edilizia. Non furono pagati neppure gli oneri di urbanizzazione al Comune, per circa 2 milioni di euro, e la Villa Ancillotto era così stata messa all’asta, con prezzo base di due milioni e 362 mila euro.

Impossibile recuperare l’immobile da parte del Comune che avrebbe voluto realizzare un vero polo culturale. Ma ora sui 65 mila metri quadri di terreno, con la villa meravigliosa all’interno, potrebbe gravare un nuovo vincolo della Soprintendenza a bloccare tutte le operazioni perché in quel caso dovrà essere un ente pubblico ad acquistare. La situazione è tornata in una fase di stallo e i tempi potrebbero essere ancora lunghi, anche 2 o 3 anni.

Il Comune non ha in ogni caso le risorse per intervenire anche con una ristrutturazione e solo il privato potrà essere interessato per motivi ovviamente di rendita. Il vero rischio adesso è il progressivo decadimento della meravigliosa villa ai confini tra San Donà e Noventa. E sarebbe un vero peccato per la storica dimora.

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