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Bufera sulla tassa di soggiorno

Jesolo. Il sindaco Zoggia replica alle accuse: «Per garantire i servizi servono le risorse»

di Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura
JESOLO. Aumenti della tassa di soggiorno, il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia replica alle categorie e alle opposizione e rilancia: «Nessuno ha voluto mettere i soldi per investire nella città».

Uno Zoggia per nulla turbato dagli attacchi incrociati ricevuti in questi giorni e che minimizza di fronte alla necessità di essere al passo con i tempi in un settore, il turismo, in cui la concorrenza è spietata. Gli aumenti vanno da 2 euro a 40 cent, con limitazioni alle esenzioni e periodi allungati di applicazione. Si otterranno in questo modo circa un milione e 800 mila euro che serviranno per la sicurezza d’estate, le piste ciclabili e la promozione, piuttosto che il wi-fi sulla spiaggia. Jesolo è stata la prima città del litorale a decidere, ma a ruota potrebbero arrivarne altre.

La accusano di aver comunicato gli aumenti via mail. «Mi chiedo cosa cambi. Abbiamo scelto un metodo veloce, la posta elettronica via pec in modo che tutti sapessero subito e fossero informati. Ora possiamo discuterne».

Ma perchè Jesolo è la sola a fare il primo passo?

«Ci siamo adeguati a località turistiche concorrenti come Rimini e Riccione. Sulla costa veneziana, abbiamo anche realtà diverse dalla nostra, ad esempio Bibione, specializzata negli appartamenti, Cavallino Treporti in campeggi e villaggi turistici. Località balneari con esigenze completamente diverse dalle nostre. Jesolo vive soprattutto sugli eventi di respiro nazionale e internazionale, non solo d’estate, ma tutto l’anno. Per dare questo ci vogliono risorse».

Non teme per la reazione dei turisti? «In questi anni dall’introduzione della tassa di soggiorno non abbiamo mai ricevuto una lettera di lamentele da parte di un solo turista. Ci adeguiamo a realtà quali Rimini o Riccione, città come Venezia, Roma, Firenze. È vero, Jesolo è una città diversa, ma siamo la località turistica più cliccata e cercata in rete, le richieste di prenotazioni aumentano di continuo, non siamo proprio gli ultimi. E poi sono i turisti a chiedere eventi, appuntamenti, servizi, sicurezza. Sono loro che vogliono questo».

Finora sono giunte critiche e attacchi dalle categorie e dalle forze di opposizione. «Sì, l’opposizione attacca in modo strumentale, ma già si è visto in certi casi a cosa porta questo atteggiamento: a restare fuori dal Consiglio. In ogni caso non sono loro a dover trovare le soluzioni e si limitano a criticare. Quanto alle categorie, mi pare che gli albergatori e altri operatori del turismo chiedano sempre nuove risorse ad esempio per il consorzio di promozione turistica, senza però esporsi sulla provenienza delle risorse stesse. E non hanno mai detto che i soldi li mettono loro».

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