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«Chiuse oltre 150 attività tra il Corso e Riva Vena»

Chioggia. L’Ascom e la Confartigianato lanciano l’allarme per la morìa dei negozi Appello per sgravi fiscali alle nuove botteghe, plateatici galleggianti e park gratis

di Elisabetta B. Anzoletti
1 minuto di lettura
CHIOGGIA. Serrande abbassate, negozi in affitto e pochi giovani pronti a diventare imprenditori. Ascom e Confartigianato lanciano l’allarme sulla morìa di attività in corso del Popolo e soprattutto in Riva Vena dove ormai sono più i negozi chiusi di quelli aperti.

Un trend negativo che si sta trascinando da alcuni anni e che potrebbe essere invertito se l’amministrazione comunale accogliesse alcuni dei suggerimenti lanciati dalle categorie: botteghe artigiane nei piani terra con sgravi fiscali, plateatici galleggianti sul Vena e prime ore gratis per il park di Isola dell’Unione.

Commercianti e artigiani confermano quello che è sotto gli occhi di tutti. Basta fare una passeggiata in centro, in particolare lungo il Vena, per leggere una teoria di insegne che indicano negozi in affitto, in vendita o cedesi attività.

«Negli ultimi due anni», spiega il presidente Ascom, Alessandro Da Re, «è stata un’emorragia continua. Abbiamo avuto oltre 150 chiusure. Le serrande si abbassano e il ricambio è sempre più difficile perché i giovani non se la sentono di imbarcarsi in attività incerte, soffocate da tassazioni troppo alte. In corso del Popolo molti grandi marchi dopo un anno di prova sono scappati. Le peculiarità della città frenano molti e purtroppo non c’è ricambio, soprattutto in Riva Vena dove siamo in sofferenza».

Gli fa eco il presidente degli artigiani, Michele Siviero. «La stessa emorragia la stiamo vivendo noi», spiega, «forse anche con numeri più drastici. Quando chiude un negozio è un pezzo della città che se ne va. Dove ci sono attività, c’è passaggio, c’è vita e scambi sociali. L’urgenza è di tornare a popolare di attività Riva Vena perché con la serrande abbassate degrado e microcriminalità trovano terreno fertile». Ascom e Confartigianato spiegano di avere alcune ricette pronte per tentare l’inversione di tendenza, proposte alle amministrazioni comunali già da qualche anno, ma senza trovare sponda. «Dovremmo facilitare l’apertura di botteghe artigiane lungo il Vena», spiega Siviero, «nei piani terra con la possibilità di portarsi all’esterno e mostrare la costruzione delle pipe artigianali, dei bragozzi, delle corde e dei merletti. Prodotti tipici che avrebbero anche un appeal turistico. Per farlo vanno assicurati sgravi fiscali per i primi anni e magari qualche bando ad hoc».

«Esiste anche un progetto per i plateatici galleggianti dei locali», rincara Da Re, «che darebbero nuovi stimoli alle attività. Un buon incentivo allo shopping in centro viene dai parcheggi. Perché non concedere la prima ora gratis all’Isola dell’Unione per chi vuole fare le spese in pescheria o nei negozi del centro?».

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