Piano per governare i turisti «Non sappiamo quanti sono»

Un progetto di 136 pagine per la «governance territoriale del turismo». Ma i provvedimenti operativi tardano ad arrivare. «Non possiamo finché non sappiamo quanti sono i turisti», dice in commissione...

Un progetto di 136 pagine per la «governance territoriale del turismo». Ma i provvedimenti operativi tardano ad arrivare. «Non possiamo finché non sappiamo quanti sono i turisti», dice in commissione comunale l’assessore al Turismo Paola Mar, «la ricetta non ce l’ha nessuno e le tecnologie dei telefonini non sono precise». «Dopo due anni e mezzo di governo l’assessore ci viene a dire che ancora non sa quanti sono i turisti in città!», attacca la consigliera del pd Monica Sambo. Ieri seduta a Ca’ Loredan per la commissione presieduta da Giorgia Pea. Si doveva illustrare ai consiglieri per la prima volta in forma ufficiale il documento richiesto dall’Unesco per la regolazione dei flussi turistici. Si parla di cabina di regia e control room, della possibilità di «contare» le persone nell’area marciana. Di difesa della residenza, take away e traffico acqueo, raccolta dei rifiuti, plateatico e traffico acqueo.

L’assessore Mar ricorda il successo della campagna «Enjoy and respect Venice», il bollettino del turismo. Tentativo, dice, di rendere consapevole il turista che potrà verificare su base statistica quali siano i periodi migliori per venire a Venezia e quelli da bollino rosso. Quanto ai provvedimenti drastici richiesti, «ci vuole tempo». A fine ottobre si riunirà il tavolo comune con il ministero dei Beni culturali. «Molti dei problemi», dice la Mar, «sono comuni anche alle altre città d’arte».

Dall’ottobre del 2015, quando vennero in laguna i tre ispettori mandati dall’Unesco, il clima è cambiato. All’ultimatum lanciato dall’organismo di tutela – se non succede qualcosa sarete cancellati dalla lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità – al rinvio di due anni. In attesa che i progetti diventino realtà. «Sono linee guida concordate con l’Unesco», dice l’assessore.

Ma alle opposizioni non basta. «È incredibile che l’amministrazione non sappia quanti turisti ci sono. Basta guardare e si vede che sono ormai troppi, e la vita della città ne risente in modo negativo», dice la consigliera Sambo. «Impossibile non essere in grado di contare le persone che arrivano», dice Nicola Pellicani (Pd), «esistono tecnologìe moderne, utilizzate anche dalle autostrade. Il Comune si informi». Elena Larocca (M5s) chiede di pensare a tassare i turisti giornalieri. Quelli che arrivano con il treno, con i pullman, con i lancioni Gran Turismo che intasano la Riva Schiavoni.

«In questo progetto ci sono molte cose che noi abbiamo chiesto con mozioni ma sono sempre state bocciate», dice Rocco Fiano (Lista Casson).

Alessandro Scarpa «Marta», delegato alle isole, ricorda che la situazione dell’assalto turistico comincia a interessare anche l’estuario. Murano, Lido, Burano. Pellestrina anche se molto meno.

Tocca adesso entrare nella fase operativa dei provvedimenti. Che l’Unesco si attende entrati in vigore entro il prossimo anno. La base sarà il progetto illustrato ieri.

«Ottimo lavoro», secondo il consigliere della Lista Brugnaro Maurizio Crovato, «ora occorre andare avanti su questa linea in collegamento con l’Unesco e il ministero dei Beni culturali». (a.v.)

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