Centro islamico aperto ma non si può più pregare

La comunità musulmana di San Stino è una tra le più integrate del Veneto ma dopo l’inaugurazione ha dovuto cambiare destinazione d’uso dei locali

SAN STINO. Centro culturale islamico di via Tobagi, la questione ritorna in consiglio comunale. Giovedì sera, infatti, la minoranza ha presentato un’interrogazione per conoscere quale sia attualmente la destinazione d’uso dell’immobile situato in via Tobagi, utilizzato dall’associazione Al Hilal La Mezza Luna del Veneto Orientale.

Nei mesi scorsi il gruppo islamico, considerato uno dei più moderati e integrati, aveva inaugurato lo spazio situato sulla rotonda della Triestina alla presenza di numerosi esponenti politici e religiosi, con tanto di apposita cerimonia. Ne erano nate proteste, anche accese, con tanto di banchetti con carne di maiale e raccolta firme con gazebo in giro per il paese.

Poche ore dopo il taglio del nastro l’associazione culturale aveva dovuto chiudere i battenti in quanto la destinazione d’uso dell’immobile non era conforme alla normativa regionale, soprattutto per il fatto che all’interno della struttura erano previsti momenti di preghiera.

A distanza di alcuni mesi dai fatti, era fine maggio, i consiglieri comunali Luca Ettore Ricatto, Giuseppe Canali e Luca Vian sono tornati sulla questione. «Diversi cittadini ci hanno riferito di aver visto persone all’interno dell’immobile nel corso delle ultime settimane», spiega il consigliere comunale Giuseppe Canali, «e assieme ai colleghi di minoranza abbiamo pensato di chiedere al sindaco quale fosse stata la situazione dopo quanto accaduto in precedenza, soprattutto per quanto riguarda la destinazione d’uso della struttura».

Il sindaco, Matteo Cappelletto, ha risposto che l’associazione «negli ultimi giorni di luglio, ha fatto pervenire al Comune una comunicazione relativa ad una modifica del suo statuto, dove sostanzialmente ha cambiato le propria finalità escludendo quelle di carattere religioso». Quindi resta la destinazione d’uso iniziale e all’interno dello spazio di via Tobagi non ci saranno momenti di preghiera. «L’associazione ha nella sua disponibilità la struttura», spiega il sindaco di San Stino, «all’interno della quale il gruppo dà vita a momenti culturali e di integrazione, ad eccezione di quelli religiosi. La destinazione d’uso resta quella di prima, è stato cambiato solo il regolamento così come previsto dalle legge. In queste settimane», continua il sindaco, «c’è stato, e continuerà ad esserci, un costante monitoraggio e controllo da parte delle forze dell’ordine, affinché le attività effettivamente svolte siano quelle della promozione sociale previste dallo statuto e non vi siano attività legate ad aspetti religiosi come originariamente previsto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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