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Muore dopo un’operazione di ernia

Caorle. La donna, una nota parrucchiera, è spirata dopo una settimana. Indagati sette medici e un’infermiera

CAORLE. Viene operata per un’ernia gastrica, torna a casa e muore dopo una settimana: la Procura di Pordenone iscrive nel registro degli indagati sette medici e un’infermiera. La vittima è una donna di 61 anni residente a Caorle, Annamaria Gnan, di professione parrucchiera, deceduta nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 settembre, quando il Suem 118, allertato dal marito, arriva a casa constatandone il decesso.

Una tragedia su cui ora la Procura indaga aprendo un procedimento penale per ...

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CAORLE. Viene operata per un’ernia gastrica, torna a casa e muore dopo una settimana: la Procura di Pordenone iscrive nel registro degli indagati sette medici e un’infermiera. La vittima è una donna di 61 anni residente a Caorle, Annamaria Gnan, di professione parrucchiera, deceduta nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 settembre, quando il Suem 118, allertato dal marito, arriva a casa constatandone il decesso.

Una tragedia su cui ora la Procura indaga aprendo un procedimento penale per omicidio colposo. Il 6 settembre, al Policlinico San Giorgio di Pordenone, casa di cura privata convenzionata con la Regione friulana, la donna era stata sottoposta adun intervento ablativo di ernia gastrica e 5 giorni dopo, l’11 settembre, era tornata a casa. Secondo i familiari, affidatisi allo studio di consulenza legale 3A, la donna è stata dimessa pur lamentando dolori a un fianco. Sempre stando alla loro ricostruzione, i sanitari l’avrebbero rassicurata dicendole che i dolori avvertiti erano la normale conseguenza della quantità d’aria introdotta durante l’operazione, invitandola, nel caso di persistenza o aggravamento delle algie, a rivolgersi al proprio medico di famiglia per farsi prescrivere una terapia antidolorifica ad hoc.

Diventando i dolori sempre più insopportabili con il passare delle ore, la donna, il 13 settembre, si rivolge al proprio medico di base, che le prescrive un analgesico, assunto puntualmente seguendo tutte le indicazioni. Ma nella notte la situazione precipita e Annamaria Gnan muore. I familiari, per far luce sui fatti, hanno presentato un esposto all’autorità giudiziaria affinché fossero effettuati gli accertamenti, verificando eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici o alla struttura di pertinenza, disponendo, al caso, anche l’acquisizione delle cartelle cliniche integrali e l’esame autoptico. La Procura di Pordenone ha aperto quindi un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati otto sanitari: sei medici del Policlinico, un’infermiera sempre della struttura pordenonese e il medico curante della donna.

L’iscrizione nel registro degli indagati, in questo caso è un atto a tutela delle garanzie difensive, in quanto consentirà la nomina di periti di parte all’autopsia, programmata per il 2 ottobre a Portogruaro, alle 9. 30. Interpellato sulla questione, il direttore sanitario del Policlinico San Giorgio di Pordenone, Giovanni Del Ben, ha precisato come ancora non si sappia quale sia la causa del decesso e e soprattutto «se vi sia una correlazione tra il decesso e l’operato dei medici». «Al momento ci troviamo di fronte a una morte inspiegabile», osserva Del Ben, «visto che si dovrà attendere la perizia autoptica per avere indicazioni più precise. Da prassi, nel caso in cui un paziente riscontri problemi dopo un’operazione, diamo i nostri recapiti per ogni evenienza. A quei numeri di telefono non ha mai chiamato nessuno: la nostra struttura non ha più avuto sue informazioni».

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