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Don Cesco striglia la giunta «Periodo più buio della città»

PORTOGRUARO. Addio amaro per don Pietro Cesco. Il monsignore lascia dunque per essere trasferito in quiescenza alla chiesa di Spilimbergo, dove sarà un semplice collaboratore. In lui la delusione...

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PORTOGRUARO. Addio amaro per don Pietro Cesco. Il monsignore lascia dunque per essere trasferito in quiescenza alla chiesa di Spilimbergo, dove sarà un semplice collaboratore. In lui la delusione per il recente braccio di ferro con il Comune sulla proprietà della Torre civica pendente. Il sacerdote, originario di Savorgnano, ha celebrato domenica l’ultima messa nel duomo di Sant’Andrea. C’erano ad accompagnarla il coro Luigi Russolo e oltre 300 persone che poi hanno festeggiato don Pietro Cesco nell’oratorio San Pio X, una sua creatura. Infatti il punto di ritrovo giovanile è stato ricostruito grazie ai fondi stanziati da don Cesco. La polemica finale riguarda l’attuale giunta comunale.

«Ho chiesto al mio successore, don Giuseppe Grillo, di dotarsi di una corazza speciale. Siamo precipitati in un buio isolamento qui a Portogruaro» si è lasciato andare don Cesco. «Non abbiamo mai vissuto a Portogruaro un periodo così».

Il riferimento è all’arci-nota polemica con il sindaco Maria Teresa Senatore e l’intera giunta: loro sostengono che il campanile pendente, che rischia di cadere sul duomo, è di proprietà della parrocchia, con la Curia di Concordia – Pordenone, che attualmente compartecipa alle spese di monitoraggio. Giunta sindaco e assessori sostengono che il campanile è di proprietà ecclesiastica “come stabilito dal Concordato tra Stato e Chiesa del 1984” .

Di tutt’altro avviso Don Cesco che ha celebrato l’ultima messa nella città di Portogruaro domenica sera, nella chiesa di Sant’Agnese, nell’omonimo popolare rione a ridosso del centro storico. Tra pochi giorni gli subentra Giuseppe Grillo, che affiancò don Cesco nel periodo in cui prestava servizio nella cattedrale di Santo Stefano a Concordia, culla della diocesi di Concordia – Pordenone. Grande la commozione dei parrocchiani e soprattutto di don Cesco, che non è riuscito a trattenere le lacrime. Un po’ per la nostalgia, un po’ per le amarezze incontrate negli ultimi tempi. (r. p.)

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