Mose mangiasoldi: la manutenzione costerà 95 milioni l'anno

Il cantiere del Mose agli Alberoni

Il provveditore Linetti ha messo per la prima volta nero su biano le cifre: e sono stratosferiche

VENEZIA. Ottanta milioni di euro l’anno. Più 15 per laguna.

Dopo trent’anni, si sa ora finalmente con esattezza quanto costerà la manutenzione del Mose. Per la prima volta i conti sono messi nero su bianco sulla richiesta di finanziamento urgente, da inserire nella prossima Finanziaria, inviata in questi giorni al governo e firmata dal Provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti. «Oltre ai 221 milioni mancanti per il completamento dei lavori del Mose», scrive il dirigente dello Stato al suo ministero, «sono indispensabili altri fondi in conto capitale per l’avviamento dell’attività di gestione del Mose».

Nel caso non arrivassero, scrive con una certa preoccupazione il presidente Linetti, «questo porterebbe alla sospensione delle attività, oltre a provocare un danno di immagine anche a livello internazionale. Si dovrebbero anche accantonare altri milioni per poter procedere alla messa in sicurezza di quanto già realizzato, pena il decadimento delle opere, realizzate in ambiente marino e condizioni sfavorevoli, con oneri pesantisimi. E infine con «la possibilità di altri contenziosi milionari con le ditte esecutrici», già in causa col Consorzio che a sua volta ha chiesto di ripianare i danni.

Vengono citati gli ultimi inconvenienti segnalati qualche settimana fa. Come le muffe nelle gallerie sottomarine, dove l’aerazione è possibile solo con l’avvio di mezzi meccanici – e quindi degli impianti elettrici, non ancora realizzati – e la corrosione dei materiali. La richiesta avanzata al governo è dunque di avere subito altri 300 milioni di euro. Di cui due terzi (193,5)per il Mose e la sua gestione, 102 per la laguna («manutenzione delle bricole e dei marginamenti, vigilanza contro il moto ondoso, ripristino dell’efficienza idraulica e della vivificazione delle aree lagunari soggette a minor ricambio di marea»). 115 sono i milioni richiesti (cui 70 per il Mose e 45 per la laguna) nel primo anno, il 2017, 53 più 35 nel 2019, 70 più 22 nel 2020.

Quel che c'è da sapere sul Processo Mose

Qui comincerà l’avvio della gestione. Che sarà affidata secondo la legge con gara. Allora la necessità, secondo il Provveditorato, aumenterà ancora. «A regime», scrive Linetti, «serviranno almeno 80 milioni di euro, più i 15 per il mantenimento». Cifre enormi, a cui lo Stato dovrà far fronte per sempre, trattandosi di una manutenzione che non può essere mai sospesa.

Uno dei primi problemi sollevati dagli oppositori del Mose, peraltro mai ascoltati in sede tecnica e politica, che mettevano in guardia per gli alti costi della manutenzione. Nei primi documenti ufficiali del Consorzio Venezia Nuova di Mazzacurati i costi per la manutenzione venivano stimati intorno ai 20 milioni di euro l’anno, un quarto di quelli reali. A cosa serviranno quei soldi? Gli ingegneri del Provveditorato e del Consorzio hanno fatto due conti, allegando una relazione alla lettera del Provveditore. È necessario avviare fin da subito le «attrezzature necessarie alla gestione funzionale del sistema Mose». Compresa la sala controllo e i nuovi edifici all’Arsenale per la manutenzione delle paratoie, che gli ambientalisti contestano. Poi l’attività di «gestione operativa per la movimentazione delle paratoie alle bocche di porto»; infine, le attività di «mantenimento in efficienza di quanto già installato». Un pozzo senza fondo. Perché, come si è visto negli ultimi mesi, la mancata manutenzione di una parte del sistema (cerniere, cassoni, elementi metallici e impianti del sistema) provoca guai a catena. Lo

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