Don Luca via dopo 9 anni «Ha seminato e raccolto»

I saluti al parroco di Gesù Lavoratore finito al centro di un tentativo di estorsione Bettin: «Grazie per il lavoro prezioso e generoso». Guiderà la comunità di Murano

Non solo la comunità parrocchiale, ma l’intera Marghera saluta commossa don Luca Biancafior, il parroco di Gesù Lavoratore di via Fratelli Bandiera che ieri ha celebrato la sua ultima messa in quella che, tra momenti di gioia, iniziative positive ma anche difficoltà e un tentativo grave di estorsione nei suoi confronti, è stata per ben nove anni la sua casa.

Poche e commosse le parole di don Luca alla celebrazione eucaristica di domenica mattina, l’ultima prima del passaggio, a partire dal 30 settembre, a Murano, con una chiesa piena come non mai e applausi scroscianti al termine della messa. A portare il saluto e l’augurio per la nuova avventura, Carla Urlando a nome del consiglio parrocchiale, il presidente del gruppo sportivo degli Sgrafamasegni Luigino Tormen e il maresciallo Valenti della locale stazione dei carabinieri.

«Siamo davvero grati a don Luca Biancafior per il lavoro prezioso e generoso di questi nove anni», è stato il saluto del presidente della Municipalità Gianfranco Bettin, «Un tempo abbastanza lungo sia per seminare che per raccogliere. Un tempo che, grazie al suo impegno, ci restituisce oggi un terreno più fertile e più capace di dare frutti. In anni che sono stati a volte molto difficili, don Luca ha guidato la comunità con vitale e innovativa energia, unendo fedeltà alla Parola, disponibilità umana e capacità di entrare nel cuore dei fatti e dei percorsi, spesso niente affatto semplici, in un territorio segnato da problemi complessi e non di rado drammatici».

«Per andare a Murano servono testa e gambe», lo saluta don Nandino Capovilla che ha seguito il percorso inverso, dall’isola veneziana alla Cita, «E don Luca le ha ottime entrambe».

Per don Luca Biancafior, i nove anni a Marghera sono stati ricche di esperienze sia positive che negative, con la crescita di una delle parrocchie più “difficili” dell’intera area metropolitana e la creazione di numerose iniziative a vantaggio dei molti parrocchiani.

Nell’ambito del suo mandato a Marghera non si può ovviamente dimenticare la brutta esperienza di cui è stato vittima: il tentativo di estorsione da parte di un giovane parrocchiano (poi condannato anche per calunnia) e di sua madre, il ricatto con un’accusa pesantissima (poi rivelatasi infondata) di aver avuto rapporti sessuali con il sacerdote. Un’accusa infamante poi rivelatasi del tutto falsa.

Alla guida della parrocchia di via Bandiera arriverà don Giuseppe Volponi, parroco a San Pio X.

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