Case popolari: a San Donà 300 domande in lista di attesa

Era il simbolo dell'economia che funzionava e del "Veneto felix". Ora anche qui gli sfratti sono aumentati di sei volte, per morosità

SAN DONÀ. Trecento domande in lista di attesa per una casa popolare. La necessità di un tetto è sempre pressante e tante sono persone e famiglie che chiedono aiuto al Comune che ha in gestione il patrimonio di abitazioni popolari in città e coordina le assegnazioni in questa parte di Veneto fino a qualche anno fa considerata tra le più ricche e portata a simbolo dell'«economia che funziona».

La maggior parte delle richieste proviene da sandonatesi "doc", persone nate e cresciute nella zona e non stranieri. Gli sfratti sono aumentati, fino a sei volte, e per morosità. Dati che fanno riflettere anche perché molte sono donne sole, separate o divorziate e con figli.

Il Comune sta progettando la vendita di molti immobili per reperire le risorse e costruirne di nuovi. E c'è chi invoca controlli anche per capire se tutti quanti beneficiano di un immobile Ater abbiano ancora il diritto in base al reddito.Ci sono ancora senzatetto che dormono in macchina, come il 50enne veneziano davanti al Pronto soccorso o la sede delle associazioni in via Svezia, e poi altri casi specifici, ognuno con la sua storia.

Spesso le soluzioni di ospitalità e condivisione non vengono accettate e gli affitti sono troppo alti, con una media di 450-500 euro mensili che molti non riescono più a pagare.

«Sono una mamma divorziata di 47 anni», racconta P. M. di San Donà, «ho 3 figli maschi, studenti. Dopo la separazione nel 2008, mi sono trasferita temporaneamente da mia madre rimasta vedova per la morte di papà, fintanto che il Comune non mi avesse assegnato un alloggio, da me richiesto. Ho deciso di andare via e solo nel 2009 mi viene assegnato un alloggio in un condominio di donne divorziate con figli. Mi sono state proposte altre zone, ma anche pericolose e con problemi vari difficili da affrontare con tre figli e mia mamma anziana. Ho fatto una nuova richiesta di alloggio per quattro persone, ero al primo posto e aspettavo ma l'alloggio non arrivava e nel 2013 seguendo le vicissitudini del divorzio, mi sono dimenticata di rinnovare la domanda per la casa. Mi hanno cancellata dalla lista. Ho dovuto fare una nuova domanda, ma ora sono 44esima. Sul fronte del lavoro, per una donna ci sono solo pulizie e contratti brevissimi».

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