La variante Romea si arena a Cavarzere e nessuno decide

Fermi i lavori del tratto di 11 chilometri proposto da Anas Evitando Chioggia si alleggerisce il tracciato attuale

CAVARZERE. La soluzione ai problemi di traffico sulla Romea potrebbe venire da Cavarzere, se solo quel Comune si decidesse a dare un parere sulla variante Codigoro-Codevigo che sembra essere in cima alle preferenze di intervento da parte dell’Anas. Di questo tracciato alternativo si è parlato anche in commissione consiliare a Chioggia e in un incontro ad Adria con il sottosegretario alle Infrastrutture, De Caro.

La costruzione di una “parallela” alla statale 309 che, partendo dal ferrarese, arrivasse nel padovano, evitado il basso Polesine e la zona di Chioggia, ha preso piede negli ultimi tempi per due motivi: la spinta dei comuni bassopolesani interessati che vedrebbero, così come Chioggia, i flussi di traffico dividersi tra l’attuale Romea e la variante, con un conseguente alleggerimento viabilistico, e i costi contenuti rispetto ad altri progetti, dato che la strada esiste già e basterebbe un allargamento e la costruzione di un collegamento di soli 11 chilometri (sui 58 complessivi) tra Cavarzere e Adria, ma tutti in territorio cavarzerano.

È chiaro, quindi, che la posizione di Cavarzere diventa fondamentale, per questo progetto. Il fatto, però, è che questa posizione non esiste. Agli incontri tra i vari comuni per la discussione del progetto, infatti, il sindaco Tommasi non ha mai partecipato, cosa che gli è stata rinfacciata a più riprese dall’opposizione di centro destra. Ma non è andato neppure a quello di Adria, peraltro organizzato dal Pd, lunedì scorso, inviando un messaggio di scuse in cui adduceva precedenti impegni ma affermava anche che l’incontro gli pareva «non opportuno, perché mancano ancora tantissimi passaggi e parlare alla cittadinanza ora, senza idee precise, non serve».

E qui si è attirato il biasimo di parte della sua maggioranza, Sinistra italiana, che ha, invece, partecipato, insieme a molti cavarzerani preoccupati, a loro volta, del percorso di quegli 11 chilometri. Pare, infatti, che l’innesto del nuovo tratto avverrà, a Cavarzere, in corrispondenza della rotonda sulla provinciale per Pettorazza e che la “nuova” Romea proseguirà sulla rampa e sul ponte sull’Adige, rasentando zone residenziali con gli abitanti già sul piede di guerra.

De Caro aveva spiegato che su un costo di 235 milioni, previsto per la Ravenna Mestre, 83 sono già disponibili ma che, per procedere, anche con i progetti, Anas aspetta gli input dei territori. E, a quanto pare, quello di Cavarzere, in un senso o nell’altro, è l’unico che ancora manca. L’incontro con Anas, a fine mese, a Chioggia, forse muoverà qualcosa.

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