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Svastiche e insulti sessisti contro la sindaca Arena

Raid nella notte a Mogliano, colpite le auto di servizio di una cooperativa sociale che hanno avuto i vetri rotti. La risposta: «Vigliacchi, non mi faccio intimidire»

di Matteo Marcon
1 minuto di lettura
MOGLIANO. Svastica e insulti sessisti contro la sindaco Carola Arena: vandali imbrattano e danneggiano le auto di una cooperativa sociale prendendo di mira il primo cittadino moglianese.

Sul fatto, avvenuto probabilmente nella notte tra domenica e lunedì, indagano i carabinieri. Molti i punti interrogativi: si tratta di uno squilibrato o dietro alle ingiurie si nasconde un preciso movente politico?

Le auto parcheggiate vicino al parchetto di via Vanzo, prive di scritte aziendali, sono state scelte per un motivo ben preciso o per caso?

Stando alle prime ricostruzioni si tratta di una precisa intimidazione che ha, come bersaglio, direttamente la sindaca moglianese. Vetri rotti (sfondati con un estintore), scritte ingiuriose a sfondo sessista e simboli dell’estrema destra (una svastica e una croce celtica, con vernice insolitamente rossa): perché i vandali si sono accaniti proprio su due auto di una cooperativa sociale? E poi di che cooperativa si tratta? In che settore opera? L’amministrazione mantiene su questi dettagli uno stretto riserbo.

C’è però la volontà, da parte della sindaca di rispondere con fermezza: «Non posso che condannare questa vigliacca intimidazione che prima di tutto ha danneggiato due auto che ora non possono essere utilizzate per il loro scopo, aumentando sicuramente il disagio di nostri concittadini», ha commentato Carola Arena, «naturalmente si tratta di una intimidazione rivolta alla mia persona che non sortirà alcun effetto. Non mi lascio certo spaventare da un simile gesto».

Nei mesi scorsi, a metà giugno di quest’estate, anche il primo cittadino di Preganziol, Paolo Galeano, era stato preso di mira, nell’ambito di un raid vandalico notturno, con scritte ingiuriose accompagnate da simboli dell’estrema destra. In quel caso però si trattava di piccoli messaggi scritti con un pennarello.

Nel caso moglianese, per entità dei danni e dimensioni dell’imbrattamento, appare più serio. Che si tratti del gesto di uno squilibrato o di un’azione violenta di natura “politica”, la sindaca moglianese ci tiene a sottolineare il livello inqualificabile di quanto accaduto: «L’offesa sessista purtroppo oggi è quasi una normalità quando si vuole colpire una donna», commenta Carola Arena, «l’utilizzo sulla svastica inoltre dimostra una deriva culturale verso la quale è orientata parte della nostra società, frutto dell’ignoranza rispetto al periodo che quel simbolo evoca, segnato da atrocità di cui l’umanità non deve invece dimenticarsi». Solidarietà da tutta la maggioranza.

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