Campeggi abusivi nei parcheggi i regolari presentano un esposto

Sottomarina. Serafini (Cisa Camping): «Concorrenza sleale ma c’è anche un problema di sicurezza» I camperisti non vengono denunciati alla questura e non pagano la tassa di soggiorno al Comune

SOTTOMARINA. Campeggi abusivi nel cuore della zona turistica. A denunciare il fenomeno, non nuovo in città, sono i soci di Cisa camping che sottolineano come gli ospiti di questi parcheggi “intraprendenti” non siano registrati da nessuna parte, sfuggendo quindi ai controlli delle autorità di Pubblica sicurezza, e come si eluda la tassa di soggiorno comunale.

Un doppio problema a cui si aggiunge ovviamente la concorrenza sleale verso quei campeggi, regolari, che pagano le tasse a fronte dell’attività ricettiva registrata.

Osservazioni racchiuse anche in un esposto presentato nei giorni scorsi alle autorità competenti su un caso specifico di via Barbarigo. «Riteniamo sia un nostro compito istituzionale», spiega il presidente di Cisa camping, Luciano Serafini, «segnalare il grave fenomeno dei parcheggi che offrono, in difformità alle norme vigenti, il pernottamento ai camper. Nelle strutture ricettive (alberghi, campeggi, villaggi turistici, residence) quando l’ospite usufruisce del pernottamento viene regolarmente registrato come persona alloggiata, e comunicato all’autorità di Pubblica sicurezza. Il pernottamento comporta anche il pagamento della tassa di soggiorno al Comune». Chi col camper pernotta in un normale parcheggio non viene registrato, e quindi sfugge a qualsiasi controllo, e non viene calcolato tra i turisti.

«Abbiamo già segnalato in passato questa anomalia», spiega Serafini, «purtroppo con scarsi risultati. Abbiamo anche presentato un esposto contro un nuovo parcheggio situato all’inizio di via Barbarigo. Non siamo preoccupati per la concorrenza sleale, anche se chiaramente si profila ai danni di chi è in regola, riteniamo intollerabile il fenomeno per le ripercussioni sulla sicurezza, con l’omessa denuncia delle persone alloggiate, e per il danno economico per il Comune per la mancata corresponsione della tassa di soggiorno».

Il dubbio è che l’evasione fiscale non riguardi solo la tassa comunale, ma che il compenso per il pernottamento sia corrisposto in nero dato che non può essere dichiarato. Vi è anche un ulteriore problema, quello igienico sanitario, perché un normale parcheggio non è ovviamente dotato delle strutture necessarie per gli scarichi dei camper in caso di necessità.

«Invitiamo le autorità preposte a intervenire»,conclude il presidente di Cisa camping, «servono controlli e misure repressive contro chi gestisce un servizio senza averne titolo. Escludiamo qualsiasi responsabilità dei camperisti, che sono una risorsa importante per il nostro turismo, per 12 mesi all’anno, se gestita nel rispetto delle norme vigenti e della normale concorrenza».

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