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Casinò, il Comune dovrà rivedere i conti

Ca’ Farsetti aveva previsto in bilancio un calo di incassi di circa il 2 per cento sulle stime, ma a fine agosto siamo già oltre il 6

di Enrico Tantucci
2 minuti di lettura
I conti del Casinò tornano a «ballare» anche per il bilancio del Comune. All’inizio di luglio, con l’assestamento del bilancio 2017, Ca’Farsetti aveva rivisto al ribasso le stime degli incassi della casa da gioco per l’anno in corso.

Prendendo atto della situazione che si stava verificando, anche con gli scioperi in atto, il Comune aveva abbassato prudentemente da 96 milioni a 94 milioni di euro gli incassi previsti per il Casinò nel 2017, con una diminuzione di circa il 2 per cento. Ma i dati degli incassi di agosto, resi noti da pochi giorni, delineano un quadro economico più pesante per la casa da gioco. Nei primi otto mesi dell’anno il Casinò di Venezia ha incassato poco più di 59 milioni di euro, il 6,35 per cento in meno rispetto a un anno fa.

A meno di un forte recupero negli ultimi quattro mesi dell’anno – che allo stato attuale delle cose, anche con la conflittualità in corso, non appare semplice – appare chiaro che il Comune dovrà prima o poi nuovamente rivedere al ribasso le previsioni di incasso del Casinò per il 2017 e i 94 milioni iscritti a bilancio sono destinati a scendere ulteriormente. Va ricordato che in base alla convenzione stipulata con la società della casa da gioco, al Comune restano il 25% degli incassi complessivi dell’annata.

Ad agosto il Casinò di Venezia è stato l’unico tra le quattro case da gioco italiane a chiudere in negativo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Saint-Vincent cresce infatti di oltre il 10 per cento, Sanremo di oltre il 7, Campione di circa il 5 per cento, mentre Venezia registra un calo di oltre il 15 per cento rispetto a un anno fa. Se la ripresa dei consumi è dunque in arrivo, l’unico a non avvantaggiarsene tra i Casinò sembra proprio quello di Venezia nonostante ad agosto gli ingressi siano cresciuti anche di oltre il 5 percento rispetto a un anno fa.

Verticale il crollo degli incassi di Ca’ Vendramin Calergi, che scendono ad agosto di oltre il 70 per cento, anche per la rinuncia allo chemin de fer decisa nel mese dall’azienda anche per la ristrettezza del personale in servizio con gli scioperi. Delle due case da gioco quella veneziana è risultata la più penalizzata dalle agitazioni, con un calo degli introiti che prosegue, con poche eccezioni, praticamente dall’inizio dell’anno. Non a caso la società continua a lavorare al progetto che prevede di concentrare solo all’ultimo piano della sede veneziana il gioco ai tavoli, lasciando libero il resto del palazzo per feste, cene e attività di rappresentanza. Una scelta che però che va inevitabilmente nella direzione di rendere sempre meno strategico Ca’ Vendramin Calergi come sede della casa. Ca’ Vendramin Calergi ha attualmente uno sbilancio annuo tra costi e ricavi di circa 18 milioni. E va ricordato che nel Piano d’azione elaborato dal Comune d’intesa con il Casinò, che prevede tagli e risparmi, c’è anche lo scenario peggiore della chiusura di Ca’ Vendramin Calergi con esuberi che potrebbero riguardare fino a 150 dipendenti. Scenari che nessuno ha più evocato negli ultimi, difficili mesi di trattative tra Comune, azienda e sindacati, ma che a fine anno – senza miglioramenti – potrebbero tornare d’attualità.

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