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Venezia 74, Leone d’Oro a “The shape of water” di Del Toro

La favola-musical del regista messicano conferma il pronostico e vola verso gli Oscar. Coppa Volpi a Charlotte Rampling

VENEZIA. Il Leone d’Oro della 74esima edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia va a “The shape of water” (in italiano “Il labirinto del fauno”, la favola-musical di Giullermo Del Toro.

Pronostici della vigilia tutto sommato confermati, con il film del regista messicano che ha la meglio sull’altro favorito della vigilia ovvero “Three billboards outside Ebbings, Missouri” di Martin McDonagh.

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VENEZIA. Il Leone d’Oro della 74esima edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia va a “The shape of water” (in italiano “Il labirinto del fauno”, la favola-musical di Giullermo Del Toro.

Pronostici della vigilia tutto sommato confermati, con il film del regista messicano che ha la meglio sull’altro favorito della vigilia ovvero “Three billboards outside Ebbings, Missouri” di Martin McDonagh.

'Shape of water', il fantasy storico di Guillermo Del Toro

“The shape of water” è una vera e propria favola-musical che incanta e fa sognare. Un capolavoro di musica, mistero, fumetto noir e sentimenti che guarda già di diritto agli Oscar.

Il film con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg e Octavia Spencer ci porta negli Stati Uniti del 1963 in piena guerra fredda dove è racchiuso un misterioso uomo-pesce.

Qui lo speciale sulla Mostra del cinema

«Il modo migliore per raccontare le cose, anche quelle serie, è la favola - dice il regista messicano de “Il labirinto del fauno” -. Verso le favole gli adulti non hanno difese. Appena gli dici “c'era una volta” tutti si lasciano andare».

Del Toro: "Porto a Venezia l'amore contro l'odio ma cerco ancora un gelato"

Il film, che in Italia sarà distribuito da Fox, ci porta in un laboratorio del governo americano che sembra disegnato per un fumetto di supereroi.

Qui troviamo Elisa (la straordinaria attrice inglese Hawkins) algida e sexy allo stesso tempo. Una donna delle pulizie muta («la principessa senza voce») che, con efficienza, va su e giù per il laboratorio insieme alla sua amica di colore Zelda (Spencer).

Ma in questa struttura, dove a comandare la sicurezza è il cinico Strickland (Shannon), vive una creatura mostruosa quanto affascinante, un dio-pesce-antropomorfo che alla fine riesce a comunicare ed anche amare, riamato, l'impacciata Elisa.

Venezia74, la videorecensione di "The shape of water"

The Shape of Water tratta «di vari argomenti - spiega ancora il regista de Il labirinto del fauno -. Si balla, si fa sesso e c'è anche una deriva politica, quella dell'amore che vince sulla paura. Certo c'è anche la favola della Bella e la bestia, ma qui non nella versione puritana. Elisa fa sesso, si masturba, e tutto questo in modo naturale».

È vero, aggiunge «il dio-pesce non ha un nome, volevo fosse così. È solo un essere che per molti è una cosa sporca e, per altri, un essere sacro, un pò come Teorema di Pasolini».

Guillermo Del Toro

Per quanto riguarda il progetto su Pinocchio, dice Guillermo Del Toro: «sono dieci anni che cerco finanziamenti e ho già pronte marionette e disegni, ma per tutti i film che voglia fare mi complico sempre la vita. Ho avuto molte telefonate dagli Studios per il mio Pinocchio 'antifascistà (il film è ambientato in Italia tra le due guerre), ma poi non se ne fa più nulla».

Tra le curiosità, la bravissima Sally Hawkins aveva scritto prima di Del Toro una breve sceneggiatura per un corto in cui una donna si innamora di un Tritone: «quando mi ha chiamato Del Toro e mi ha detto del mio ruolo - ha detto l'attrice oggi al Lido, mi è cascato il telefono dalle mani».

Coppa Volpi: migliore attrice

La Coppa Volpi per la migliore attrice va a Charlotte Rampling protagonista del film “Hannah” di Andrea Pallaoro. Un intenso ritratto di dolore al femminile.

Charlotte Rampling

Il figlio rifiuta di farla partecipare al compleanno del nipotino, in carcere il marito dice di non farcela, in piscina le cancellano l’abbonamento: i segnali del rifiuto che Hannah subisce progressivamente da parte del mondo sembrano ferite di fronte alle quali la donna pare più astratta che indifferente…

La sua abitudine a indossare una maschera di normalità rasenta l’indifferenza per la realtà che la circonda ed è speculare alla cordiale indifferenza che tutto sommato le dimostra la donna a casa della quale ogni giorno si reca a lavorare, per prendersi cura del ragazzino cieco che gira per casa come un’anima in pena.

Venezia 74, qual è il segreto di "Hannah"?

Hanna è un corpo che recita quotidianamente e che la sera si ritrova a esercitarsi in un laboratorio teatrale.

Pallaoro lavora sul ritratto di questa donna (primo di una annunciata trilogia al femminile) affidando alla potente presenza di Charlotte Rampling la plastica visione di un dolore che matura progressivamente, assieme alla conquista di una coscienza che squarcia il velo di astrazione nel quale è stata avvolta l’intera sua vita coniugale.

Charlotte Rampling a Venezia 74, assolo per Pallaoro - clip

Il film si concentra totalmente sul ritratto, lasciando che gli eventi dai quali il personaggio risulta definito restino sullo sfondo, come tracce di una narrazione quasi estranea alla verità della protagonista. Lo stile è asciutto eppure caldo nella ricerca degli elementi scenici, della gestualità, delle situazioni in cui si sviluppa la drammaturgia.

Pallaoro gira come se fosse un Haneke a sangue caldo, definendo una dimensione morale per la messa in scena che si incarna totalmente nel suo sguardo sulla protagonista. Charlotte Rampling è letteralmente magistrale e si piazza di buon diritto in vetta alla lista del premio per l’interpretazione femminile. Il Concorso del resto si conclude oggi e ora tocca alla Giuria esprimersi.

TUTTI I PREMI:

Leone d'Oro al miglior film: "The shape of water", Gullermo del Toro

Leone d'Argento gran premio della Giuria: "Foxtrot", Samuel Maoz

Venezia 74, 'Foxtrot', tragedia israeliana in tre atti

Leone d'Argento per la migliore regia: Jusq'a la garde, Xavier Legrand

Venezia 74, "Jasq'a la garde" chiude il concorso

Leone d'Oro alla carriera: Jane Fonda e Robert Redford

Venezia, Leone d'oro per Robert Redford e Jane Fonda: la commozione dell'attrice

Coppa Volpi migliore interpretazione femminile: Charlotte Rampling

Coppa Volpi miglior interpretazione maschile: Kamel El Basha, "The insult"

Ziad Doueiri presenta 'The Insult', quell'odio sopito nel Libano odierno

Premio miglior sceneggiatura: "Three billboards outside Ebbing, Missouri", Martin McDonagh

Venezia, "Three billboards outside Edding" profumo di Leone

Premio speciale della Giuria: "Sweet Country", WarwickThornton (AUS)

Premio Marcello Mastroianni miglior giovane attore: Charlie Plummer, Lean on Pete

Premio Orizzoni per il miglior film: "Nico, 1988", Susanna Nicchiarelli

Premio Orizzonti per la migliore regia: "Bedoune Tarikh, Bedoune Emza", Vahid Jalivand

Premi Speciale Orizzonti: "Caniba", Verena Caravel e Lucién Castaing-Taylor

Premi Orizzoni per la migliore interpretazione femminile: Lyna Khoudri, Les bien heureux

Premi Orizzonti migliore interpretazione maschile: Navid Mohammadzadeh per "No date, no signature"

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: "Los versos del olvido", Alireza Khatami

Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: "Gros Chagrin", Céline Devaux

Premio Opera Prima - Leone del Futuro: "Jusqu'a la garde", Xavier Legrand

Miglior documentario sul cinema: "The Prince and the Dybbuk", Elvira Niewiera e Piotr Rosolowski (POL)

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REALTA' VIRTUALE

Arden's wake (Expanded), film d'animazione in VR

Migliore opera della prima edizione dedicata alla realtà virtuale: "Arden's wake (Expanded)"

Venezia 74, premiata la "Camera insabbiata" di Laurie Anderson in VR

Il premio migliore esperienza VR: "La camera insabbiata", Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang (USA)

Il premio migliore storia VR: Bloodless, Gina Kim (Corea del Sud)

Venezia 74, Bloodless la migliore storia in realtà virtuale

La sezione del cinema virtuale, nell'isola del Lazzaretto Vecchio, è stata la vera novità di questa edizione. Abbiamo provato, nel video qui sotto, a raccontarvi questa nuova dimensione della fruizione tra cinema a 360 gradi, installazioni ed esperienze di stand-up

La mostra di Venezia sperimenta il cinema virtuale: ecco come funziona