Terremoto in Messico onde sismiche fino al Lido

Il sismografo in dotazione al Platenatrio degli Astrofili Veneziani ha registrato le scosse a 10mila chilometri di distanza. «Oltre al cielo osserviamo il sottosuolo»

LIDO. Ci sono voluti quasi tredici minuti, ma alla fine anche il sismografo del Planetario del Lido ha registrato la notte scorsa le onde sismiche causate dal terremoto del Messico.

Onde sismiche che hanno percorso 10 mila chilometri e tutta la dorsale atlantica, facendo entrare in funzione le strumentazioni a disposizione degli Astrofili Veneziani. Ma così è stato anche nelle scorse settimane per i terremoti di magnitudo nettamente inferiore che hanno interessato le zone del Lago di Garda e del Bellunese, così come per l’ultimo in Giappone o quelli dello scorso anno ad Amatrice e dintorni.

«Dal giugno del 2014 abbiamo in dotazione una centralina dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – spiega Enrico Stomeo, attuale presidente degli Astrofili Veneziani – perché all’epoca ci eravamo accorti che la zona di Venezia era scoperta sotto questo profilo. Ci siamo offerti di ospitare la strumentazione nella sede del Planetario, e da Milano ci hanno portato un accelerometro, un sistema digitale che rileva i dati, e abbiamo iniziato questa attività parallela a quella che riguarda stelle e pianeti». Due aspetti che ora vanno di pari passo sul fronte della didattica, delle lezioni al Planetario e in favore delle scuole che vi fanno visita.

«Da l 2017 un nostro di Trento ci ha fornito anche un sismografo, dopo averlo sistemato, e lo abbiamo aggiunto al resto dell’attrezzatura – prosegue Stomeo –. Da qui la comunicazione a tutti i nostri soci via mail e attraverso i canali social e web per quello che è un ruolo anche scientifico da parte nostra. L’Ingv ovviamente, avendo centinaia di stazioni in tutta Italia, ci può prendere in considerazione in caso di evento nella nostra area, ma con il sismografo stiamo lavorando a parte, studiando i dati e con la possibilità di captare terremoti da tutto il mondo, mentre la stazione Ingv arriva fino a circa 300 chilometri. Al Lido abbiamo scoperto di avere molto rumore di fondo, e stiamo studiando per capirne il reale motivo. Forse è colpa del mare o degli alberi nel parco del Planetario, con le radici che trasmettono un continuo tremolio nel terreno. Tutto ciò crea un problema, perché molte scosse a livello molto basso non le vediamo subito ma vanno estratte dal rumore di fondo, poiché il nostro sismografo è molto sensibile. I dati elaborati torneranno utili dalla seconda domenica di ottobre quando riprenderanno le lezioni al Planetario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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