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«Boccato, per lei porte aperte»

Chioggia. La Lega invita nel proprio gruppo la consigliera sospesa dal M5S, lei replica: no grazie

di Elisabetta B. Anzoletti
2 minuti di lettura
CHIOGGIA . «Solo scandali, azioni punitive interne e mancanza di trasparenza». L’opposizione attacca la maggioranza grillina leggendo nella sospensione della consigliera dissidente Maria Chiara Boccato un segnale di debolezza. Pd e Lega accusano i Cinque Stelle di negarsi al confronto, la Boccato tira dritta e conferma di non aver alcuna intenzione né di abbandonare l’aula né il Movimento.

La notizia della “punizione” della Boccato, sospesa dal collegio dei probiviri per 12 mesi, è trapelata con 50 giorni di ritardo. La lettera con cui le si vieta di usare il nome e il simbolo del Movimento è datata 4 luglio. Il caso ha immediatamente aizzato le opposizioni. «È un altro segnale», commenta il consigliere democratico, Jonatan Montanariello, «dell’atteggiamento punitivo nei confronti di chi dissente a fronte delle scelte di una maggioranza politica che dimostra di non sapere governare la città. Hanno paura del confronto con la città e le forze politiche, evitano di fare commissioni che abbiamo richiesto da mesi per discutere dei problemi della città e si negano anche al confronto interno. Se dopo un anno sono messi così e si permettono di espellere un consigliere vuol dire che siamo all’inizio della fine. Per la Boccato questo provvedimento può solo essere una fortuna, vedendo quanto è successo a Parma, dove chi è scappato dal Movimento oggi governa, le dico che le hanno fatto un favore. In ogni caso i loro regolamenti interni non cambiano le regole della democrazia e la Boccato, eletta nelle ultime amministrative, può stare dov’è».

Rincara la dose la Lega. «La maggioranza sta perdendo pezzi», commenta il consigliere del Carroccio, Marco Dolfin, «hanno tenuto tutto nascosto per non creare altri scandali, dopo il caso Ultima Spiaggia, la cacciata dell’assessore Boscolo Bielo e il caso Stecco, ma in politica prima o poi le notizie trapelano. Pur di non dare il benservito alla consigliera ribelle, s’accontentano di lasciarla dentro il Movimento senza diritto di parola e di azione. Litigano tra loro e nel frattempo la città è immobile, la macchina comunale gira a vuoto, in un anno non si è vista una cosa di quanto hanno promesso in campagna elettorale. Se la Boccato vuole, l’opposizione è ben lieta di accoglierla a braccia aperte e di lavorare insieme. Magari dopo di lei qualche altro troverà il coraggio di dire che le cose non stanno andando per il verso giusto… Le nostre porte sono spalancate». Al momento la consigliera dissidente non ha intenzione di lasciare il M5S. «Mi spiace per Paolo Bonfà», spiega la Boccato, «ma non ho alcuna intenzione di dimettermi né di passare all’opposizione. Lo farò solo se saranno loro a procedere con l’espulsione. Io continuo a credere nei valori del M5S che, ripeto, non solo quelli che in questo momento vengono applicati dalla sezione di Chioggia, chiusa nella sua arroganza e gestita da pochi illuminati».

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