I bagnini di Jesolo sul piede di guerra: «A rischio 70 posti»

All'orizzonte una decurtazione degli stipendi di 300 euro e tagli negli organici. "Tutelare chi rischia la vita per salvare la gente".  Il bilancio dell'azienda: nessuna crisi, siamo in attivo, con un aumento dell'utile del 244 per cento

JESOLO. Bagnini  sul piede di guerra, si rivolgono a un legale per salvare il posto di lavoro. Un gruppo di assistenti ai bagnanti della Jesolo turismo adesso invoca chiarezza sul futuro. Mentre i sindacati stanno avviando le trattative con la Spa, alcuni dei dipendenti si sono attivati con l'avvocato Enrico Cancellier per chiedere di fissare i paletti.
«La stagione che va a concludersi ha visto importanti investimenti della amministrazione», spiega il legale, «con un cospicuo aumento delle presenze lungo il litorale funestato, purtroppo, da alcuni episodi di infortuni e morti in mare per annegamento. In silenzio, passa la attività di numerosi bagnini che dedicano il loro tempo a garantire la sicurezza e a far sì che il nome di Jesolo rivesta la importanza che ha anche a livello internazionale. Eppure la stagione si chiude con il rischio, palesato e concreto, che venga decurtato ai bagnini lo stipendio per circa 300 euro al mese, adducendo un buco in bilancio di 160 mila euro che forse porterà a licenziamenti per gli oltre 70 bagnini».
 
L'avvocato non ha intenzione di dichiarare guerra, ma di stabilire certezze per il futuro. «Se questo avvenisse molti operatori, padri di famiglia», aggiunge, «non riuscirebbero più a far fronte alle esigenze delle loro famiglie pur dedicandosi a un lavoro rischioso e in prima linea per la sicurezza di migliaia di turisti che invece continuano a venire a Jesolo, investendo e facendo crescere la località. Una scelta di questo tipo finirebbe per penalizzare il valore delle persone e comprometterebbe alla lunga la sicurezza di chi affolla le spiagge di Jesolo. L'amministrazione in carica ha sempre fatto leva nella persona del sindaco Zoggia sul motto "prima le persone", e mai come ora questo motto ci si augura venga impiegato per prendere le difese appunto di molte persone che con dedizione rischiano la vota ogni giorno, disponendo spesso di strumenti non sufficienti, supplendo sempre con le proprie capacità e coraggio».
 
«Ci si augura», conclude, «che le esigenze di chi tutela la incolumità dei bagnanti vengano messe prima di altri pur importanti investimenti, come le frecce tricolori e i fuochi artificiali, e la fine della stagione non segni una rottura ma invece un rinnovo dei contratti in essere con soddisfazione che sarà di tutti».
 
La denuncia del legale stride con gli ultimi dati diffusi dall'azienda, che per ora, con il neo presidente Alessio Bacchin, non commenta, ma ricorda che l'utile si è attestato a 341.573 euro, in crescita del 244 per cento, rispetto all'esercizio precedente quando ammontava 99.237.
 
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