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Emergenza bruco americano: divora gli alberi di San Giacomo e San Polo

Interi rami rinsecchiti dalle voracissime larve, una pianta già morta. Veritas: «Non possiamo intervenire, speriamo nel freddo». Ma i residenti non ci stanno e chiedono un incontro urgente

di Roberta De Rossi
2 minuti di lettura

VENEZIA. I bellissimi alberi di campo San Giacomo dall’Orio sono in pericolo: un platano più piccolo è già completamente rinsecchito quasi fosse autunno, mentre quelli più alti - in particolare quello bellissimo e gigante, attorno al quale i bambini residenti in zona hanno creato il loro orto - hanno già alcuni rami secchi.

Il rischio che San Giacono perda i suoi meravigliosi platani, che ne fanno uno dei campi più belli e vissuti di Venezia, è reale, a causa di un’infestazione del voracissimo “bruco americano”, che da adulto si fa farfalla bianca, ma da larva “scheletrizza” le foglie, le divora, lasciandone solo le nervature. La bava di questi insetti crea, inoltre, una sorta di pellicola e le foglie perdono la loro capacità di produrre clorofilla attraverso la fotosintesi: le piante producono, così, nuovi germogli fuori stagione, per cercare di catturare la luce, ma in questo modo si stressano, si indeboliscono e sono facile preda di altri parassiti.



«È un’infestazione che dura da molti anni e d’estate si vede molto», conferma il direttore del vicino Museo di storia naturale, Luca Mizzan, «i trattamenti fitosanitari in area così urbana sono molto complicati: una soluzione è difficile. Un’altra specie aliena».

Hyphantria cunea è, infatti, il nome scientifico del bruco, la cui denominazione popolare “americano”, ne testimonia l’origine: questo lepidottero è, infatti, originario del Nord America ed è apparso in Europa a partire dagli anni Quaranta, trasportato da navi e aerei.

Negli ultimi anni, il fenomeno si era presentato, ma quest’estate ha raggiunto proporzioni molto più estese, che stanno seriamente compromettendo gli alberi.



I residenti, preoccupati, hanno mandato le loro segnalazioni, ma da Veritas - responsabile del Verde pubblico - allargano le braccia.

«Effettivamente quest’anno l’infestazione è molto più diffusa degli anni scorsi, anche se ricordiamo che il bruco americano non è pericoloso per l’uomo o gli animali», spiegano all’ufficio relazioni esterne dell’azienda, «ma purtroppo non possiamo intervenire, per il divieto di effettuare trattamenti chimici in area urbana. Ci è proibito utilizzare anche un prodotto previsto in agricoltura biologica, proprio perché la città non è un campo agricolo. Non resta che aspettare l’inverno: con il freddo le larve muoiono».

Tant’è l’emergenza attuale è reale e sta colpendo anche alcuni degli alberi di San Polo, oltre che piante dei vicini giardini privati in zona.

Anche il gelso di campo San Polo attaccato dal bruco americano 


Una soluzione per limitare i danni sarebbe quella di tagliare i rami già secchi e aggrediti dal bruco, per evitare che continui a “mangiare”. «Ma non possiamo farlo», proseguono da Veritas, «perché servirebbero le piattaforme elevabili, che non possiamo portare in centro a Venezia». Un intervento urgente di potatura è necessario, per salvare gli alberi: l’inverno e il freddo sono ancora lontani.

Ma i residenti rilanciano: "Chiediamo un incontro urgente con Veritas, si possono utilizzare  insetticidi biologici, il Bacillus turingensise



 

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