Poliziotto uccide la moglie e si suicida. Il giallo della separazione

Omicidio-suicidio a Mira. Luigi Nocco ha estratto la pistola d'ordinanza e ha fatto fuoco sulla donna. La coppia stava attraversando un momento di crisi

MIRA. Una coltellata al fianco che non uccide la moglie, poi lei scappa, lui la insegue e le spara un colpo alla testa. Quindi, con la donna ai suoi piedi, in un lago di sangue, si spara un colpo alla tempia. Lui si chiamava Luigi Nocco, aveva 53 anni ed era ispettore di polizia all'ufficio Immigrazione della Questura di Venezia, oltre che sindacalista del Silp-Cgil. Lei invece Sabrina Panzonato, 52 anni, infermiera nel reparto di Neurologia dell'ospedale dell'Angelo di Mestre.

Il silenzio spettrale dopo l'omicidio suicidio

L'omicidio-suicidio è avvenuto ieri mattina pochi minuti dopo le 8, in via Trieste, a Dogaletto di Mira. La coppia stava vivendo un momento di difficoltà e valutava la possibilità di separarsi. Sull'accaduto indaga la polizia, le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Celenza.

La lite prima del delitto. La coppia, che ha due figli, viene descritta dai vicini, ma anche dai colleghi dell'uomo, come tranquilla. La sera prima viene vista seduta tranquillamente a parlare in giardino. Nocco è in ferie, come la moglie. Ieri mattina alcuni vicini sentono le voci dei due molto distintamente. Stanno litigando sulla porta di casa. La lite degenera. L'uomo ha un coltello da cucina, la lama è di 20 centimetri. Colpisce la moglie sul fianco destro, all'altezza del torace. Lei grida, chiede aiuto. Schizzi di sangue finiscono sul marciapiede e sulla carrozzeria dell'auto della coppia, parcheggiata davanti all'ingresso della casa. Lei scappa in strada gridando, chiedendo aiuto. Percorre poco più di 20 metri, lasciando sulla stradina una traccia di sangue. Il marito la insegue.

Quando la raggiunge davanti al cancello dell'abitazione di un vicino, le spara un colpo alla testa, dietro all'orecchio. Lei crolla a terra e lui, in piedi, si punta la pistola alla tempia e preme il grilletto della pistola d'ordinanza. L'uomo cade accanto alla moglie. Le loro gambe s'incrociano.

I vicini chiamano i soccorsi. Sono almeno tre i vicini che sentono prima le voci dei due che litigano, poi la voce di lei che grida e che chiede aiuto, e distintamente i due colpi di pistola sparati a distanza di trenta secondi l'uno dall'altro. Due vicini si avvicinano alla coppia: accanto all'uomo c'è la pistola, accanto al corpo di lei il coltello. 

Vengono chiamati i soccorsi e i carabinieri. Sono le 8.15. La mattanza si è consumata.

I carabinieri e il Suem sul posto. Pochi minuti dopo, sul posto arrivano i sanitari del pronto soccorso di Dolo. I medici non possono fare altro che constatare la morte dei due. Arrivano anche i carabinieri della Tenenza di Mira. Iniziano i primi rilievi e una volta avvisato il sostituto di turno Fabrizio Celenza e scoperto che si tratta di un poliziotto, il magistrato decide che a procedere siano gli investigatori della polizia. Sul posto arrivano i colleghi dell'agente dell'ufficio stranieri, dove l'ispettore Luigi Nocco lavorava. Quindi gli investigatori della Squadra mobile e della polizia scientifica per i rilievi.

Omicidio suicidio di Mira, la casa dell'orrore

La ricostruzione dell'omicidio-suicidio. Vengono sentiti i testimoni, seguendo le tracce del sangue si ricostruiscono gli attimi dell'aggressione con il coltello e dei colpi sparati dal poliziotto. Vengono recuperati la pistola di ordinanza usata per uccidere e il coltello. La prima sarà sottoposta a perizia, mentre sul secondo saranno cercate le impronte, per capire se il coltello lo aveva impugnato anche la donna. In via Trieste arriva anche il pubblico ministero che rimane sul luogo dell'omicidio per quattro ore. Il medico legale Antonello Cirnelli ha svolto un primo sopralluogo cadaverico anche per capire se la ricostruzione fatta dalla Polizia scientifica coincide con quanto poi si apprende dalla verifica sui cadaveri. Oggi Cirnelli eseguirà l'autopsia. Da una prima sommaria verifica, la coltellata sul torace della donna non sarebbe stata mortale.

Omicidio suicidio a Mira. Tre secondio tra uno sparo e l'altro

Il movente. Non è chiaro il movente che ha spinto l'ispettore ad uccidere la moglie e ad uccidersi. Ma dai primi accertamenti gli investigatori hanno raccolto elementi sul fatto che i due si stessero separando. O meglio, da un po' di tempo tra i due c'erano tensioni, anche se nessuno finora ha raccontato di aver visto i due litigare. Ma per il momento non c'erano atti ufficiali che dimostrano questa tesi, anche se resta l'ipotesi più probabile. Sequestrati anche i telefonini che saranno analizzati.

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