«Minacciati dagli abusivi abbiamo deciso di mollare»

La denuncia di Cavalier, presidente di una cooperativa di portabagagli regolare «Il Comune faccia un bando di gara». Incontro a Ca’ Farsetti dopo il 20 agosto

VENEZIA. Una cooperativa che si occupa del trasporto dei bagagli tra piazzale Roma e la stazione di Santa Lucia ha lasciato, dopo altre minacce subìte dai suoi soci da parte di alcuni porter stranieri e da parte di abusivi. A denunciarlo, ancora una volta, è il presidente delle cooperative di portabagagli che lavorano in città Claudio Cavalier. Cooperative che dopo il 20 di agosto incontreranno Morris Ceron, capo di gabinetto del sindaco Luigi Brugnaro.

Nell’ultima settimana, a distanza di 24 ore, due risse tra porter delle cooperative e portabagagli stranieri che lavorano con dichiarazione di inizio attività al comune. I primi regolamentati da una precisa disciplina e i secondi, non regolamentati, che cercano di farsi spazio, a volte non rispettando le regole. E questo sta facendo salire la tensione nel piazzale antistante la stazione di Santa Lucia, come avvenuto già negli anni scorsi. A questo si deve aggiungere l’attività dei porter stranieri e degli abusivi di etnia rom che si piazzano da un lato all’altro del ponte della Costituzione per aiutare a portare i bagagli ai turisti, da e per piazzale Roma. Qui la cooperativa - che aveva iniziato il servizio quattro anni fa, quando era scoppiata la tensione con i rom che erano diventati assai violenti e invadenti rispetto ai turisti - ha lasciato libero il campo. Cavalier spiega che i soci della cooperativa che lavoravano tra piazzale Roma e la stazione di Santa Lucia sono stati spesso minacciati dai portabagagli abusivi e quindi hanno deciso di lasciare stare. Dice Cavalier: «Non sappiamo più a chi dirlo che la situazione è grave. Non è possibile continuare in questa maniera. Bisogna regolamentare questa attività, Il comune deve fare delle regole precise che valgono per tutti. Non è possibile che io e gli altri soci dobbiamo essere in regola con la targhetta identificativa e avere un’assicurazione e gli altri no. Ci sono carrelli dei porter stranieri che come targhetta identificativa hanno scritto: Kabul. Alcune settimane fa mi ha chiamato un portiere di notte disperato perché uno di questi porter, chiamato da lui, aveva rotto il bagaglio ad un cliente dell’albergo dove lavora.

Naturalmente senza assicurazione il porter ha detto che non pagava il danno mentre i turisti volevano i soldi dal portiere. Quest’ultimo pensava che ci saremmo fatti carico noi di quanto successo. «Figuriamoci» continua Cavalier «Il comune ci ha detto che secondo i loro calcoli mancano una quarantina di posti da porter. Ebbene se mancano, si fa un bando di gara e si fa partire tutti alla pari. Con la dichiarazione di inizio attività e basta non mi dicano che si tratta di persone che lavorano nel rispetto delle regole».

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