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«Ma servono altri chiarimenti»

Per Piron (Cgil) l’incontro in Regione non è stato sufficiente

«Ci aspettiamo un nuovo incontro con la Regione nel quale poter finalmente conoscere la visione di sviluppo futura del territorio da parte della Regione, per poi fornire il contributo che le parti sociali da tempo chiedono di poter mettere a disposizione». Il segretario generale della Cgil veneziana, Enrico Piron, deluso dall’incontro della scorsa settimana sull’Area di crisi complessa indetto da tre assessorati regionali (Lavoro, Attività Produttive, Programmazione), rilancia sostenendo che ...

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«Ci aspettiamo un nuovo incontro con la Regione nel quale poter finalmente conoscere la visione di sviluppo futura del territorio da parte della Regione, per poi fornire il contributo che le parti sociali da tempo chiedono di poter mettere a disposizione». Il segretario generale della Cgil veneziana, Enrico Piron, deluso dall’incontro della scorsa settimana sull’Area di crisi complessa indetto da tre assessorati regionali (Lavoro, Attività Produttive, Programmazione), rilancia sostenendo che serve un «chiarimento vero sul rapporto tra produzioni industriali esistenti e potenziali, portualità e logistica, finalizzato ad ottimizzare ogni azione sinergica tra questi settori in modo da assicurare uno sviluppo armonico e sostenibile, salvaguardando la vocazione industriale dell’area di Porto Marghera». «C’erano molte aspettative sull’incontro in Regione sull’area di crisi industriale complessa di Venezia della scorsa settimana» sottolinea Piron «La convocazione fatta da tre assessorati presieduti dagli assessori Donazzan, Marcato e Caner, aveva tutti i presupposti per intavolare la tanto auspicata discussione politica con le parti sociali, sulla gestione delle prerogative assegnate dalla costituzione dell’area di crisi complessa e soprattutto sul futuro e sulla rinascita del sito industriale e manifatturiero di Porto Marghera, area strategica non solo per l’intero Paese ma per tutta l’area mediterranea».

«È stata l’occasione per spiegazione tecniche su tempi, metodi, modalità, effettuata dai preparatissimi tecnici della Regione» conclude il leader della Cgil veneziana «ma che, privata di una discussione preventiva sul disegno politico e programmatorio, dato soprattutto dal confronto della rappresentanza territoriale, rischia di restituire una visione del territorio e dello sviluppo, basata su piccoli segmenti e totalmente priva di una visione organica e strategica».