Rispetta Venezia, campagna social Comune a caccia di testimonial

Supporto del ministero dei Beni culturali. L’assessore Mar: «Sui tuffi multe più pesanti per evitatare le emulazioni». Le incertezze sull’applicabilità del “Daspo urbano” ai ponti, la rabbia dei Cinque Stelle

L’ultima provocazione. Un tuffo all’alba dalla sommità del ponte di Calatrava. Le immagini che fanno il giro del mondo e riportano Venezia al centro del centro dell’inaudito. Con un’escalation dettata probabilmente più dall’emulazione che dal caldo, si susseguono spogliarelli, nudi, tuffi dalle rive e dai ponti, bagni nei canali, bracciate da una riva all’altra, gare di nuoto. Venezia come una spiaggia o una piscina, ad alto tasso di rischio, però.

I pericoli. Per chi si tuffa, per chi passa sotto, per tutti. Nell’agosto dell’anno scorso un marinaio 56enne neozelandese, sotto i fumi dell’alcol, si gettò dal ponte di Rialto schiantandosi contro un taxi. Morì dopo due mesi di agonia. Domenica mattina i sei ventenni belgi si sono lanciati senza paura dai 9.28 metri del ponte di Calatrava in un tratto di Canal Grande profondo quattro. Fortuna ha voluto che non passassero nè vaporetti nè taxi. In tal caso l’esito della bravata probabilmente sarebbe stato diverso.

Campagna social e testimonial. L’assessore al Turismo Paola Mar annuncia che a breve la campagna #EnjoyRespectVenezia partirà anche sui social. Le regole della buona educazione saranno così moltiplicate grazie a Twitter, Istagram e Facebook. Nella divulgazione saranno coinvolte anche le partecipate e le società del Comune, da Veritas a VeneziaUnica fino alla Fondazione Musei civici. Entro breve inizierà anche la distribuzione di volantini ai terminal delle città. #EnjoyRespectVenezia è anche a caccia di testimonial. Dopo il sorriso di Bebe Vio, si sta cercando qualcuno - non necessariamente veneziano - che abbia rilevanza nazionale, ma anche internazionale, per lanciare nel mondo - magari anche sotto forma di spot - il messaggio che Venezia va rispettata. La campagna è stata presentata anche al Mibac che si è impegnato a veicolarla al massimo attraverso gli uffici Enit.

Multe e Daspo. Giovedì approderà in giunta la proposta di aumentare le sanzioni per chi viola il regolamento. Dai 25 ai 500 euro, quelle fissate a oggi, ma per le infrazioni più gravi le multe potrebbero essere aumentate. «Se passa l’idea che chi commette simili gesti viene multato, oltre a essere segnalato alla rispettiva ambasciata, forse riusciremo a bloccare l’effetto emulazione. Il messaggio che deve passare è che a Venezia non si scherza» dice ancora Paola Mar. Al vaglio dell’amministrazione comunale c’è anche la possibilità di contestare il reato di pericolo alla navigazione per chi si butta dai ponti in Canal Grande. Non facilmente attuabile, ma al vaglio dell’amministrazione comunale, c’è anche il “Daspo urbano” previsto da decreto Minniti, ovvero l’allontanamento per un determinato periodo da una determinata zona per chi ha commesso azioni vandaliche o comportamenti non rispettosi. Il Daspo, tuttavia, ha un “raggio d’azione” limitato e dunque non sembra semplicissimo poterlo adattare ai soli ponti della città.

Notte in cella. Portata avanti dal deputato di Ap-Ncd Andrea Causin, e più volte invocata dal sindaco Luigi Brugnaro, la proposta di legge di far passare una notte in cella a balordi e ubriachi deve seguire ancora tutto l’iter parlamentare.

Cinque stelle. «Il video del tuffo ha fatto il giro del mondo. Come lo scorso anno, Venezia diventa emblema della maleducazione piuttosto che della cultura» scrive in una nota la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin «Questo atteggiamento lascia indignata me come veneta e credo tutti gli italiani. Com’è scritto nel nostro programma regionale è necessario educare il turista creando sinergie tra turismo e altre attività produttive del territorio. È importante esprimere condanna verso questi atteggiamenti, le cui immagini fanno il giro del mondo causando un effetto emulazione che rende una città d'arte come Venezia alla stregua di un acquapark. La notizia della multa inflitta a questi incivili» conclude la consigliera Baldin « deve fare il giro del mondo così come il video della bravata e su questo hanno responsabilità i media e tutti noi come utenti dei social network».

I precedenti. Modelle nude, tuffi dal ponte della Paglia, a Dorsoduro, nel rio di Santa Maria Formosa, oltre al più tragico, quello dell’agosto scorso dal ponte di Rialto. L’intera Venezia sembra ormai l’ultima spiaggia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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