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Salvini: «Ordine e pulizia, bene così»

Il leader della Lega a Punta Canna per portare la solidarietà a Scarpa: «Il fascismo? Ma per favore, guardiamo avanti»

CHIOGGIA. «Se devo portare mio figlio in spiaggia preferisco sapere che in quella spiaggia c’è ordine e pulizia, che non si viene disturbati dai vu’cumprà ogni minuto, piuttosto che preoccuparmi delle idee politiche del gestore». L’ha detto, ieri mattina Matteo Salvini, a Punta Canna, dove si era recato per portare la sua solidarietà al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa, finito sotto indagine per apologia del fascismo. Una frase che, in realtà, è stata una gaffe: tolti i ca ...

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CHIOGGIA. «Se devo portare mio figlio in spiaggia preferisco sapere che in quella spiaggia c’è ordine e pulizia, che non si viene disturbati dai vu’cumprà ogni minuto, piuttosto che preoccuparmi delle idee politiche del gestore». L’ha detto, ieri mattina Matteo Salvini, a Punta Canna, dove si era recato per portare la sua solidarietà al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa, finito sotto indagine per apologia del fascismo. Una frase che, in realtà, è stata una gaffe: tolti i cartelli “fascisteggianti”, all’ingresso dello stabilimento ne è rimasto uno, «zona inadeguata per bambini e buzzurri», che diffonde ancora il suo messaggio, forse poco pedagogico, sicuramente non politico e ancor meno corrispondente alle aspettative paterne di Salvini. Senza contare che i disprezzati “vu cunprà” passano anche a Punta Canna senza alcuno scandalo dello stesso Scarpa («Se sono educati e non disturbano, qui possono passare», diceva). Ma, a Salvini, nessuno ha fatto notare le incongruenze: è stato accolto da un nutrito gruppo di militanti della zona (tra gli altri, il capogruppo comunale chioggiotto Marco Dolfin e quello cavarzerano Piefrancesco Munari) che lo hanno acclamato, così come hanno fatto bagnanti e turisti. Salvini si è, dapprima, appartato qualche minuto con Gianni Scarpa, poi si è concesso alle domande e ai selfie. «La mia non è una visita politica», ha detto, «è la visita a un imprenditore che viene perseguito per un reato d’opinione. Chiedo che in Italia si possa fare impresa liberamente e che le idee del passato non vengano processate. Si può essere d’accordo o meno, ognuno la pensa come vuole», ha esordito. Quanto al fascismo, «è passato. Appartiene alla storia e, nel 2017, nessuno può credere a un ritorno del fascismo o del comunismo». Salvini abolirebbe il reato di apologia del fascismo, la legge Mancino e i reati di opinione perché «abbiamo a che fare con terrorismo, spacciatori, stupratori. Processare le idee, di destra o di sinistra, mi sembra folle». Non ha voluto, quindi, Salvini, dire cosa ne pensa lui del fascismo, dimenticando quella che è, probabilmente, la richiesta più accorata delle vittime dello sterminio: non la vendetta e neppure la giustizia a tutti i costi, ma la memoria di quello che è accaduto («Meditate che tutto questo è stato» scriveva Primo Levi) e banalizzando, fin troppo, la difficile distinzione tra l’idealizzazione, più o meno motivata, di un contesto storico e la riproposizione di ideologie nefaste. Uno sforzo che, invece, ha fatto Gianni Scarpa, il quale ha detto chiaramente «Se essere per l’ordine e la disciplina è essere fascista, allora sono orgoglioso di esserlo, ma solo per queste cose»). E ha poi lanciato il suo nuovo partito: «quello che sto per fondare è il partito Vegiano, la vagina o l’ano» ha detto e così ha scritto anche su qualche nuovo cartello esposto dopo il sequestro di quelli apologetici che, anche per il vescovo Tessarollo, erano solo «una goliardata». Chissà se monsignore cambierà idea dopo aver visto quelli del nuovo “partito”.

Diego Degan

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