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«Saldi: c’è poco entusiasmo». Confesercenti: urge un piano

Interviste in 63 attività: il 48 per cento segnala vendite in calo ma aumenta la pattuglia degli ottimisti (29 per cento). La proposta: spostarli ad agosto

di Mitia Chiarin
1 minuto di lettura

MESTRE. Saldi estivi? «Non c’è grande entusiasmo a Mestre». Parola della Confesercenti Metropolitana di Venezia che ha eseguito un sondaggio per tastare il polso al commercio cittadino.

Il sondaggio è stato realizzato tra lunedì 10 e mercoledì 12 luglio su un campione di 63 attività commerciali, con interviste telefoniche. E i risultati lasciano pochi dubbi.


Il 29 per cento non nota particolari cambiamenti rispetto all’anno scorso. Il 48 per cento segnala un calo delle vendite anche se per lo più modesto. Per il 29% il calo è di circa il 5 per cento. Solo il 14 per cento ritiene che le prime settimane dei saldi siano state migliori rispetto a quelle dell’estate 2016. Ma quando si parla del futuro della propria attività, gli ottimisti crescono, avvisa la Confesercenti. Il 29 per cento è ottimista sul futuro mente il 14% si dichiara pessimista e il restante 52 per cento prova comunque una grande incertezza. Insomma, un commerciante su due non sa bene cosa aspettarsi nei prossimi mesi ed anni di lavoro. «Si tratta, con tutta evidenza, di percezioni positive che, al di là dell’andamento dei saldi, derivano dalla generale condizione economica di lieve crescita», spiegano dall’associazione di categoria. Ma il giudizio dei commercianti resta critico sulla legislazione dei saldi estivi, che sono sempre stati sempre al centro di critiche rispetto a quelli invernali: è infatti bassissimo, come sempre, il gradimento per l’attuale legislazione che, secondo la stragrande maggioranza, vede iniziare i saldi troppo presto ( la pensa così il 76% degli intervistati). «L’ideale, secondo gli operatori, sarebbe spostare la partenza verso fine luglio o addirittura agosto», spiegano dalla Confesercenti.
Pochi, invece, i suggerimenti dei commercianti per sostenere lo shopping in città: bloccare l’espansione della grande distribuzione (45%) e realizzare iniziative che rendano maggiormente attrattive le aree urbane (33%). Alcuni commenti raccolti durante l’intervista sollevano la necessità di una migliore comunicazione/promozione degli eventi, dei singoli punti vendita e dei servizi all’utenza (in particolare mobilità e parcheggi). «Da questo nostro annuale sondaggio emerge anche l’apprezzamento per eventi mirati a promuovere il commercio in città, pur evidenziando la necessità di na comunicazione più efficace su viabilità e parcheggi», spiega Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia. «Ci rendiamo da sempre disponibili a collaborare con l’amministrazione comunale in questa direzione ma siamo fortemente convinti che i singoli eventi non siano sufficienti. La rigenerazione urbana, perché sia tale, deve essere articolata e con una visione strategica in grado di inglobare e coordinare le trasformazioni in atto», conclude.
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