«Credevo di morire» Così a 66 anni ho salvato un bimbo

San Donà. Il racconto di Tonino Biasi, gestore della pizzeria “Tortuga” che martedi a Caorle si gettato nel mare mosso e ha strappato alla morte un bambino di 7 anni

SAN DONÀ. Quando ha sentito quel ragazzino gridare non ci ha pensato due volte e si è precipitato in acqua, nonostante vi fosse il mare mosso e le onde fossero molto pericolose.

Lui è Tonino Biasi, 66 anni, protagonista del provvidenziale salvataggio del bimbo di 7 anni avvenuto martedì nel tardo pomeriggio a Caorle, nel tratto di spiaggia libera tra il camping Prà delle Torri e il Lido Altanea. A San Donà lo conoscono tutti, essendo il titolare della nota pizzeria al taglio Tortuga, a due passi dalla stazione degli autobus, punto di riferimento per intere generazioni di studenti, sandonatesi e non. Quando ripercorre quei momenti concitati capisce di aver fatto davvero qualcosa di eroico, mettendo a repentaglio la sua stessa vita per salvarne un’altra.



«Dopo aver letto un libro mi ero addormentato vicino agli scogli», racconta Tonino Biasi, «e una volta svegliatomi ho pensato di fare un bagno in mare per rinfrescarmi. Ma viste le condizioni del tempo ci avevo ripensato. Poi, dopo qualche minuto, ho sentito le urla di un ragazzino che chiedeva aiuto. Era il fratello del piccolo bagnante in pericolo. Ho alzato lo sguardo e ho visto un bimbo tra le onde. Non ho perso tempo e sono corso in acqua. Prima di me una seconda persona, un uomo sulla quarantina di nazionalità romena che non conoscevo, si è accorto anche lui di quanto stava accadendo e di corsa mi ha preceduto, arrivando per primo al bambino. Mentre nuotavo», ricostruisce ancora l’uomo, «sentivo la difficoltà dovuta al mare mosso. Il secondo soccorritore mi ha poi improvvisamente passato in acqua il bambino, perché provato dalla fatica. Non so davvero come sono riuscito ad arrivare a riva con il piccolo aggrappato al collo e soprattutto dove ho trovato le forze, all’età di 66 anni».

Il fatto è accaduto martedì pomeriggio in una porzione di spiaggia libera, dove non vi sono torrette di salvataggio. Nonostante questo i vicini bagnini della Blue Sea Servizi, che avevano provveduto ad issare bandiera rossa, sono corsi in aiuto dei due soccorritori, sincerandosi delle condizioni del bimbo. Per fortuna, nonostante la paura, era cosciente e stava bene. Non è stato nemmeno necessario l’intervento dei sanitari del suem 118. Di fronte a loro anche la madre del piccolo, che si trovava in spiaggia con i suoi cinque figli.

«La mamma piangeva e mi ha ringraziato abbracciandomi», spiega Tonino, «e ho provato una soddisfazione immensa. Non nascondo di aver temuto anche per la mia vita: mentre procedevo verso la riva le gambe spingevano e temevo potessero abbandonarmi da un momento all’altro. Le onde erano alte e ho bevuto parecchia acqua. Il destino ha aiutato tutti e alla fine devo dire grazie a Dio. Se non mi fossi addormentato dopo aver letto il libro», conclude il 66enne, «magari sarei andato via prima dalla spiaggia. Sarebbe potuta finire molto peggio e invece tutto è andato per il meglio».




©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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