Mose: accertati danni erariali per oltre 37 milioni di euro. La Corte dei Conti condanna 4 responsabili

Accertato un giro di tangenti di 21,7 milioni di euro pagati da Mazzacurati e del Consorzio Venezia Nuova ai pubblici ufficiali già condannati

Scandalo Mose, il motivo del sequestro di 22 milioni a Mazzacurati

VENEZIA. Dopo il “patteggiamento” di 33 imputati, 2 condanne e in attesa della sentenza di primo grado nei confronti degli altri 8 soggetti coinvolti nell’indagine sulla costruzione del Mose, la Procura Regionale della Corte dei Conti ha da tempo avviato le istruttorie per l’accertamento delle responsabilità per danno erariale connesse ai reati di corruzione individuati.

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Le investigazioni delegate dalla magistratura contabile al Nucleo pt della Guardia di Finanza di Venezia sono partite dalle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria, confluite nel procedimento amministrativo per effetto del proficuo coordinamento tra la Procura Regionale della Corte dei Conti e la Procura della Repubblica di Venezia, anche per effetto del protocollo d’intesa siglato nel dicembre 2016 tra le Autorità giudiziarie del Veneto.

I finanzieri del Reparto veneziano hanno eseguito mirati accertamenti per ricostruire le disponibilità patrimoniali e finanziarie degli indagati e specifiche attività investigative che hanno permesso di individuare nuovi profili di responsabilità. Tali indagini hanno consentito complessivamente di segnalare alla Procura della Corte dei Conti 8 soggetti responsabili di danni erariali per 37,6 milioni di euro, di cui 4 già condannati in primo grado dalla Magistratura contabile.

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Più in particolare, a seguito delle condotte corruttive sono stati accertati danni da disservizio, connessi all’attività svolta dal pubblico ufficiale per scopi illeciti, anzichè per finalità istituzionali, e, nei casi di condanna, anche all’immagine dell’Amministrazione di appartenenza. Inoltre, il Nucleo polizia tributaria di Venezia ha approfondito i profili di responsabilità contabile connessi al sistema, gestito dall’Ing. Mazzacurati, di dazioni illecite erogate per vari anni dal COnsorzio Venezia Nuova e dalle imprese che ne facevano parte, a funzionari pubblici per finalità corruttive, le cui provviste venivano costituite mediante utilizzo di fatture false emesse da società consorziate per prestazioni ed opere mai eseguite.

A seguito della ricostruzione analitica del meccanismo fraudolento utilizzato per il pagamento delle tangenti, nello scorso mese di giugno il Nucleo pt di Venezia ha depositato presso la locale Procura della Corte dei Conti una notizia di danno erariale per 21,7 milioni di euro nei confronti dell’Ing. Mazzacurati e del Consorzio Venezia Nuova, corrispondente all’ammontare delle “tangenti” incassate dai pubblici ufficiali condannati nell’ambito dell’indagine sulla costruzione del Mose. 

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Sulla base degli accertamenti svolti, il Presidente della Sezione Giurisdizionale per il Veneto della Corte dei Conti – accogliendo integralmente la proposta formulata dalla Procura Regionale – ha emesso apposito decreto di sequestro conservativo per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro nei confronti dell’Ing. Mazzacurati e di altro funzionario pubblico.

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