La Banca Stefano si fonde con il Centromarca

Martellago. L’operazione sarà fatta per incorporazione, nessuno perderà il posto  Il progetto è stato approvato con 557 sì, stasera si esprimeranno i soci di Treviso

MARTELLAGO. Treviso si prende Martellago: è il giorno di Centromarca Banca, con l’istituto di via Selvatico che stasera, nell’assemblea straordinaria dei soci prevista per le 19.30 al Bhr Hotel di Quinto, voterà la fusione per incorporazione della Santo Stefano di Martellago, altra cooperativa veneta.

La votazione non dovrebbe riservare sorprese: basterà raggiungere il quorum del dieci per cento dei soci, il “sì” dovrebbe essere un plebiscito. Martellago due giorni fa, domenica, ha già dato prova di credere nel progetto approvando la fusione con 557 sì, due astenuti, un solo contrario. Eppure tra le due cooperative la più “debole” sarebbe proprio Martellago, che dalla fusione perderà, innanzitutto, il nome: il nuovo soggetto si chiamerà “Centromarca Banca - Credito Cooperativo di Treviso e Venezia”, avrà 37 filiali (20 trevigiane, 17 veneziane) e circa 9.300 soci (la maggior parte, 5.800, dell’istituto di Treviso). Non sussistendo sovrapposizioni di filiali, i circa 380 dipendenti manterranno il proprio posto di lavoro.

Per dimensioni il nuovo organismo si avvicinerà a quello nato dalla fusione tra Banca Prealpi (Orsago) e Atestina (Este, Padova), collocandosi quindi tra le principali realtà venete del credito cooperativo. La Banca d’Italia aveva approvato il progetto di fusione lo scorso 5 giugno e i rispettivi cda lo avevano ratificato il giorno successivo, la fusione sarà effettiva dal primo ottobre 2017.

«Con Venezia condividiamo la vicinanza territoriale ma anche lo stesso gruppo nazionale, Iccrea, che ha sposato il progetto», spiega Claudio Alessandrini, direttore generale di Centromarca, «uniremo due asset importanti come la nostra organizzazione di presidio e la loro diffusa rete commerciale, è una tappa fondamentale per il nostro futuro». In rappresentanza della banca incorporata, due membri di Martellago siederanno nel Cda del nuovo istituto. I tempi tutto sommato rapidi del processo («Anche se ci stavamo parlando da mesi», spiega Alessandrini) non hanno permesso di avere un feedback completo dai soci, ma per stasera gli unici dubbi sembrano legati... al calendario, una data estiva che potrebbe lasciare a casa molti degli oltre 5 mila soci dell’istituto.

«Confidiamo invece in una grande partecipazione anche per spiegare il piano nei dettagli», ribadisce il dg di Centromarca, «c’è un grande processo di ristrutturazione in corso, con mutamenti di grande portata. Una rivoluzione che va compresa e anticipata, indispensabile per tutte le realtà cooperative che per continuare a vivere e lavorare devono pensare a economie di scala e progetti condivisi. Non perderemo la filosofia: essere sempre banche mutualistiche a fianco delle imprese».

Andrea De Polo

©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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