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Capitaneria, Porto ed ex Magistrato Incontro a tre sullo snodo commerciale

Un vertice «tecnico». Con il Porto, la Capitaneria e l’ex-Magistrato alle Acque. Per parlare, carte alla mano, delle tante ipotesi sul futuro dello scalo commerciale. Si farà stamattina nella sede...

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Un vertice «tecnico». Con il Porto, la Capitaneria e l’ex-Magistrato alle Acque. Per parlare, carte alla mano, delle tante ipotesi sul futuro dello scalo commerciale. Si farà stamattina nella sede dell’Autorità portuale a San Basilio, su richiesta dell’Autorità marittima e del rappresentante del ministero delle Infrastrutture. «Non abbiamo mai visto i progetti di cui si parla», dicono a palazzo Dieci Savi. Un segnale «istituzionale» a chi dovrà decidere sulle alternative. Perché Capitaneria e Provveditorato (l’ex Magistrato alle Acque) hanno per legge l’obbligo di dare un parere ai progetti. Sarebbe imbarazzante, dice un ingegnere, che il braccio veneziano del ministero dovesse dare prescrizioni vincolanti a un progetto del suo ministero. Perché fino ad oggi dei progetti sul futuro del porto si è occupato il nuovo presidente Pino Musolino, in contatto con le Infrastrutture. A Roma si sono tenute le riunioni sulle grandi navi, a Roma il sindaco Brugnaro ha illustrato al ministro Delrio la sua idea – condivisa da Musolino – di attrezzare una banchina dagli alti fondali a Malamocco, a lato della conca di navigazione costata 350 milioni di euro, costruita proprio per far entrare le grandi navi commerciali in laguna anche con il Mose e adesso giudicata «inadeguata e troppo piccola». Banchine alti fondali è l’idea lanciata da Musolino per stoppare la piattaforma off-shore. Grande opera da 2,2 miliardi di euro sponsorizzata dall’ex presidente Paolo Costa. E adesso rispuntata anche con una interrogazione di parlamentari veneziani. Perché fare un off-shore quando la soluzione più semplice è quella di attrezzare banchine fuori dalla laguna, già pronte, per far arrivare le navi dall’Estremo Oriente? Non basterà, dicono i tifosi dell’off-shore, le navi sono sempre più grandi, e i cinesi sono pronti a investire. Per funzionare, il nuovo terminal commerciale avrebbe bisogno anche dell’area vicina, la «piarda» di Santa Maria del Mare blocco di cemento sopra la spiaggia dove il CVN ha costruito i cassoni di fondazione del Mose. (a.v.)

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