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Sciopero Actv, vaporetti a singhiozzo

Adesione al 23% nel settore navigazione, code agli imbarcaderi e proteste. A Mestre coinvolto il 10% dei lavoratori

di Enrico Tantucci
1 minuto di lettura
Code agli imbarcaderi, tutto esaurito nei parcheggi di piazzale Roma e tensione tra gli automobilisti in coda davanti al park comunale, arrivati con il proprio mezzo nel timore di non poter utilizzare i bus dell’Actv a causa dello sciopero di quattro ore, dalle 10 alle 14, indetto dal solo sindacato di base Usb a livello nazionale «per difendere il diritto dell’esercizio di sciopero nei servizi pubblici essenziali, contro la politica delle privatizzazioni e le norme per la riorganizzazione dei servizi pubblici locali».

In realtà, stando alle informazioni della stessa Actv, lo sciopero di ieri ha avuto in città una scarsa adesione nel settore automobilistico, mentre disagi maggiori ci sono stati per il trasporto acqueo. Actv, infatti, ha comunicato che nel settore automobilistico (autobus) l’adesione allo sciopero indetto dall’Usb (l’Unione dei sindacati i base, reduce da una scissione con la costituzione del nuovo sindacato autonomo Sgb) è stata del 10% e «il servizio è stato praticamente regolare per tutta la durata dello sciopero».

Più alta l’adesione nel settore navigazione (vaporetti e traghetti) con un’adesione al 23%, ben minore di quella di precedenti scioperi indetti dall’Usb prima della scissione di Sgb.

Inevitabili i disagi per i veneziani e i turisti che hanno dovuto fare i conti con un numero ridotto di vaporetti in servizio, con il risultato che si sono formate code agli imbarcaderi principali, già normalmente sovraffollati. E inevitabili le proteste degli utenti, soprattutto di chi utilizza il vaporetto per raggiungere il posto di lavoro o muoversi da casa. Meno disagi in terraferma, dove le corse saltate hanno rappresentato un’eccezione rispetto ai numerosi autobus che circolavano regolarmente. Qui le conseguenze dello sciopero sono state meno impattanti.

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