«Migranti, soluzione ancora lontana in provincia di Venezia»  

La situazione a Cona è sempre pesante

Il prefetto: stiamo valutando con la Difesa alcune ipotesi. A Cona ci sono 1.431 persone, entro mercoledì ne usciranno 22

VENEZIA. «Soluzioni a brevissimo termine non ce ne sono. Stiamo valutando tre o quattro possibilità in tutto il Veneto, ma dobbiamo terminare delle verifiche e bisogna capire cosa intende fare il ministero della Difesa di alcune sue strutture. Per ora possiamo ragionare sugli ottantasette posti che abbiamo in più rispetto allo scorso anno per togliere persone da Cona», spiega Carlo Boffi, prefetto di Venezia sull’eventualità di svuotare in parte la struttura dell’ex caserma di Conetta, centro di accoglienza che sta tornando ai limiti di ospitalità dell’inizio anno, quando a seguito della morte di una ragazza ospite scoppiarono delle proteste molto violente.

Cona, il sindaco: "Migranti, situazione inaccettabile"



Entro mercoledì usciranno da Conetta ventidue migranti, in questo momento ne sono ospitati 1.431. A gennaio quando ci fu l’emergenza all’interno erano in oltre 1.500. La situazione ora è al limite e la situazione sta peggiorando. Spiega il prefetto: «Il Presidente Sergio Mattarella ha definito che la situazione è insostenibile parlando dell’Italia. Figuriamoci in Veneto che si è dimostrata una delle regioni meno disponibili all’accoglienza e dove solo il 4 per cento dei Comuni ha aderito al sistema Sprar per accogliere i migranti».



Nonostante siano iniziate a uscire persone, una decina, in settimana si dovrebbe raggiungere quota ottantasette, con una media di dieci al giorno, a Conetta si temono nuove proteste degli stessi imigranti ospiti del centro, come già la settimana scorsa, esasperati dalle condizioni di sovraffollamento. Per il momento il nuovo decreto sui profughi non sta dando grandi effetti alla situazione, nonostante sia previsto l’arrivo di più soldi per controlli e per i Comuni che si impegnano a ospitare i migranti direttamente. A Venezia diventa sempre più probabile l’ipotesi di realizzare un punto di accoglienza che faciliti il lavoro di chi deve smistare i migranti una volta arrivati a Marghera.

Il prefetto Carlo Boffi


L’aspetto più interessante per i Comuni riguarda l’aspetto economico. Infatti i fondi messi a disposizione per l’emergenza profughi, oramai diventata una questione stabile, sono aumentati del 50 per cento. Parte di questo denaro sarà destinato alle amministrazioni locali che si impegneranno a ospitare profughi. Possibile anche una deroga al patto di stabilità. Il prefetto spera ora di poter realizzare un punto di accoglienza per i pullman che arrivano con i profughi, diverso da un parcheggio di un ipermercato.

Il parcheggio è quello del centro commerciale Sme di Marghera. Da due anni qui arrivano i pullman che portano dalla Sicilia i profughi sbarcati sulle nostre coste e destinati al Veneto. Una volta arrivati al parcheggio vengono smistati in base alle percentuali destinate alle singole province. Le operazioni, che durano anche ore, avvengono a cielo aperto con i profughi e gli operatori, disseminati nel parcheggio. Questo avviene di giorno ma anche in piena notte.

Carlo Boffi vuole trovare un luogo con una struttura, anche prefabbricata dove gli operatori possano lavorare in maniera meno provvisoria. Con i maggiori fondi a disposizione i prefetti, pensano di sottoscrivere degli accordi con associazioni come i carabinieri o la guardia di finanza in congedo, per usufruire dei loro appartenenti per controllare se vengono rispettati, da chi ospita, i punti previsti dai bandi di gara per l’ospitalità.

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