Comunali, la protesta giovedì in consiglio 

Ricorso al giudice del lavoro contro il Comune e altri in arrivo. Botta e risposta con l’assessore Romor

Una delegazione di lavoratori del Comune, mobilitati dalla Rsu, sarà giovedì prossimo, 29 giugno, in consiglio comunale a Venezia per un nuovo atto della protesta nei confronti dell’amministrazione comunale. Iniziativa a sorpresa, annunciata ieri dalla Rsu, e che segue la notifica ieri in Comune del ricorso al giudice del lavoro contro la presunta attività antisindacale dell’amministrazione comunale concretizzatasi nella scelta della giunta Brugnaro di andare alla firma, solo con la Cisl, del contratto decentrato dei comunali e di non riconoscere poi il referendum tra i dipendenti comunali che ha sonoramente bocciato quella ipotesi di accordo decentrato. Un contratto integrativo che è in vigore, ricordano i sindacati che hanno firmato il ricorso al giudice del lavoro, ovvero Cgil, Uil, Cobas, Csa e Diccap che ora studiano con i loro avvocati anche una altra raffica di ricorsi, partendo da alcune cause pilota, visto che non hanno ottenuto risposta da circa due mesi, dice il portavoce della Rsu Gianpiero Bulla, i circa 1.200 ricorsi contro le valutazioni dell’amministrazione. Se le prime cause pilota andranno in porto, il rischio è quello di un ingorgo di cause di dipendenti comunali contro le valutazioni del personali.

«La mobilitazione resta alta e non escludiamo azioni di lotta nei prossimi appuntamenti istituzionali perché i lavoratori vogliono il diritto a poter decidere su un vero contratto decentrato che serve a tutta la città», annunciano i sindacati.

Da Ca’ Farsetti conferma l’arrivo della notifica del ricorso al giudice, l’assessore alle risorse umane Paolo Romor: «Sul fatto che il contratto sia stato firmato solo con una sigla va detto che il confronto con le altre sigle c’è stato, eccome, viste le oltre 50 ore di trattativa. I verbali parlano chiaro», dice Romor, «mentre il referendum tra i lavoratori non è previsto dal nostro ordinamento e per questo non può essere visto se non come una libera attività e non un modo per superare una contrattazione che resta valida», precisa l’assessore che torna anche sulla questione delle assunzioni con contratti a tempo determinato, altro tema di scontro con i sindacati, ricordando che «sono stati assunti tutti quelli che la norma consentiva ovvero con il limite della pianta organica 2014, mentre ora stiamo valutando l’applicazione del decreto Madia. Consentite sono assunzioni dal 2018 e per il triennio successivo ma prevedendo un reclutamento con concorso aperto che è l’elemento che ora stiamo valutando. Sulle idee vincenti , invece, ritengo non sia giusto svilire il contributo di 700 dipendenti». (m.ch.)

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