Le industrie resistono e guardano avanti 

«Cento anni dopo la fondazione di Porto Marghera gli imprenditori sono ancora un punto di forza»

Porto Marghera compie il prossimo 26 luglio cento anni e malgrado la chiusura di gran parte di cicli di produzione dell’industria chimica e siderurgica resiste e, in attesa delle bonifiche, continua a sperare nel rilancio.

Per celebrare questa ricorrenza l’Ente Zona ha prodotto una pubblicazione di fotografie storiche che ripercorrono l’ultimo secolo soffermandosi sul fatto che «Porto Marghera è ancora oggi un’area industriale che ha saputo mantenere la propria centralità nel corso di questi anni e che sa ancora vedere positivamente al futuro». Nella sua relazione annuale all’assemblea dei soci, venerdì scorso l’ingegnere Sergio Lucchi, presidente dell’Ente Zona Industriale, ha sottolineato che «il settore manifatturiero rappresenta ancora una componente fondamentale per il tessuto imprenditoriale di Porto Marghera ed è una componente imprescindibile del presente e del futuro economico della Città di Venezia». Per dimostrare la «forza che ancora oggi ha la Marghera industriale», Lucchi ha presentato i dati del 2016 per confutarlo: 3.633 addetti diretti del settore industriale; 12.723.706 tonnellate di merci movimentate via mare (pari a oltre il 50% del totale del Porto di Venezia); 7.463.918 tonnellate di merci movimentate via camion; 2.026.009 tonnellate di merci movimentate via pipe-line; 1.400.000 tonnellate di merci movimentate via ferrovia.

«Il futuro dell’area industriale di Porto Marghera», ha spiegato Lucchi all’assemblea dei soci, «deve continuare ad incentrarsi su: consolidamento, sviluppo e riconversione». «Il consolidamento», ha continuato, «è un aspetto fondamentale in quanto le aziende industriali che hanno creduto e continuano a credere nella funzione strategica dell’area di Porto Marghera sono quelle che hanno permesso il mantenimento di importanti e strategici cicli produttivi, con investimenti di diverse centinaia di milioni di euro». Per l’altro elemento chiave, lo sviluppo «Porto Marghera deve essere caratterizzata da fattori incentivanti: sgravi fiscali per le imprese, importante dotazione infrastrutturale, il Porto, la presenza di manodopera specializzata.

Alcuni di questi vantaggi sono tuttora presenti ma è anche vero che il reale sviluppo si può ottenere attraverso l’unicità che Porto Marghera ed elementi incentivanti come i presidi ambientali a servizio dell’area, le procedure semplificate per il rilascio delle autorizzazioni e dall’eliminazione dei vincoli e dei balzelli che in questi anni sono stati posti a carico delle aziende di Porto Marghera». «Ma», ha sottolineato Sergio Lucchi, «è soprattutto da un reale incentivo che invogli nuovi imprenditori a scommettere su questo territorio che si giocherà la reale appetibilità. La Zona ad Economia Speciale (Zes) e la Zona Franca possono essere delle soluzioni».

Determinante per il futuro della zona industriale e portual edi Venezia, secondo l’Ente Zona è, infine «la riconversione, specialmente dal punto di vista ambientale, evitando tuttavia che tali scelte si tramutino in vincoli e difficoltà per chi deve insediarsi in questo territorio» non solo con una «semplificazione burocratica e una interfaccia unica per le autorizzazioni» ma anche con «l’inizio dell’operatività della società del Comune (Marghera Eco Inustries srl) per il riuso delle aree dismesse, il completamento delle opere di palancolamento delle sponde e il ripensamento delle scelte gestionali per il sistema di captazione delle acque sono tutti temi di primaria importanza». (g.fav.)



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