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Vaporetto Actv colpito da un'ondata: paura a bordo

Un lancione turistico ha provocato un moto ondoso tale da rompere gli ormeggi del mezzo pubblico mentre stava facendo scendere i passeggeri. Il testimone: "Poteva scapparci il morto"

Ugo Dinello
2 minuti di lettura

VENEZIA. Il moto ondoso senza freni causato da taxi e lancioni turistici, cioè le categorie che statisticamente vengono multate di meno, ha provocato un grave incidente giovedì sera in piano bacino San Marco.

Un battello dell’Actv è stato infatti investito in pieno dalle onde provocate da un lancione turistico mentre stava facendo sbarcare i passeggeri. Le onde sono state talmente violente da spezzare le cime di ormeggio e lasciare il battello con i barcarizzi aperti alla deriva.

Uno dei testimoni, Claudio Giubbilo, che tra l’altro è consigliere di Municipalità a Favaro, parla di «incidente grave che avrebbe potuto avere conseguenze serie» e si riserva di presentare un esposto alle autorità marittime e comunali. «Verso le 19.30 di giovedì», spiega Giubbilo, «ero a bordo di un vaporetto della linea 2 diretto al Lido. In quel momento eravamo attraccati alla fermata di San Zaccaria Monumento, in fase di sbarco passeggeri».

Tutto è avvenuto in un istante. «Un lancione ha provocato delle onde gigantesche causando un grande rollìo del vaporetto e a un certo punto, con un “crac” fortissimo si sono rotti gli ormeggi». Sul mezzo è stato un momento di paura, anche perché la marinaia era sbarcata sul pontone per aiutare i passeggeri a scendere e quando si sono rotti gli ormeggi il mezzo si è allontanato dall’imbarcadero a causa delle onde, lasciandola a terra e con i barcarizzi aperti.

«In quel momento c’erano diverse persone atterrite in balìa degli eventi ed in serio pericolo», racconta Giubbilo, «Pronto è stato il pilota, lasciando temporaneamente la cabina di comando, a spostare la gente e mettere in sicurezza passeggeri ed l’imbarcazione. In seguito, tra mille difficoltà, ha attraccato terminando le operazioni di scarico e carico passeggeri. La cosa è stata drammatica. Si è sfiorata la tragedia e poteva scapparci il morto. Cosa sarebbe successo se alcuni dei passeggeri non messi nelle condizioni di sicurezza fossero finiti in acqua, magari incapaci di nuotare, con l’imbarcazione a ridosso del pontone. Un encomio al pilota che con professionalità e sangue freddo ha evitato che ciò accadesse. Non conosco neppure il nome ma gli va un grande ringraziamento».

Ma la disavventura del vaporetto non era finita. Tutti i passeggeri stavano ancora pensando al pericolo corso quando il battello è stato investito da un altra ondata. «A circa 200 metri dall’attracco», spiega Giubbilo,«incrociando un altro lancione, ci siamo visti arrivare onde molto alte che hanno superato la prua del vaporetto inondando tutti i passeggeri seduti, e facendo paurosamente beccheggiare l’unità».

 A questo punto il pilota ha avvertito la sala radio dell’Actv dell’emergenza appena corsa e del pericolo della navigazione per gli altri mezzi pubblici stracarichi di passeggeri. Sul fatto Giubbilo chiede e si chiede cosa pensi di fare il Comune. «Quanto dobbiamo ancora sopportare queste situazioni pericolose, Forse ci vuole ancora qualche morto? Il moto ondoso, forse non mina le fondamenta di questa splendida e unica città al mondo? Questo far west, all’insegna del business turistico, il gigantismo navale, turismo insostenibile, scavi di canali, e sfregi generalizzati, non porteranno Venezia allo sfacelo? Dov’erano le istituzioni di controllo a quell’ora in un punto nevralgico, dove il caos di imbarcazioni turistiche e non, è frenetico a causa di arrivi arrivi e partenze, inducendo alla velocità impunita? Il sindaco in campagna elettorale aveva garantito impegno per la sicurezza. Sarebbe questo?».

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