In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Caorle, dune del litorale a rischio arrivano 150 mila alberi

Scatta l’operazione “Redune” che costerà 2 milioni e durerà 4 anni e mezzo Il progetto per difendere e rinnovare 3 chilometri di questa barriera naturale

Giovanni Monforte
1 minuto di lettura

CAORLE. L’operazione costerà due milioni e i lavori dureranno quattro anni e mezzo. Si chiama “Redune” il progetto per la salvaguardia delle dune del litorale. Sarà realizzato dall’Università Ca’ Foscari, con finanziamenti dall’Unione Europea, attraverso il programma Life Natura, e dalla Regione. Per difendere e rinnovare tre chilometri di questa barriera naturale, che funge da protezione dell’entroterra costiero, saranno piantate 150 mila piante e realizzati un chilometro di passerelle e dieci di recinzioni.

Il progetto sarà condotto da scienziati ed esperti, grazie al coordinamento tra Università, Regione e i Comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino. Previsto anche il coinvolgimento dei consorzi turistici e degli stabilimenti balneari.

«Si tratta di un’iniziativa di grande pregio ambientale, ma anche di enorme importanza per la tutela di uno degli ambiti più preziosi del nostro turismo», commenta l’assessore regionale al territorio e ai parchi Cristiano Corazzari, «un turismo che non solo a parole, cerchiamo di rendere sempre più sostenibile e meno impattante, affinché questa risorsa possa conservarsi e valorizzarsi nel tempo. I primi ad avere un beneficio dal ripristino del sistema dunale, quale difesa naturale dalle mareggiate e dall’erosione, sono gli imprenditori della costa. Grazie a questo progetto, con la rinaturalizzazione degli habitat, saranno ricuciti quegli strappi tra duna e duna provocati dall’incessante passaggio dei fruitori dell’arenile, che rappresentano un pericolo in caso di invasione dell’acqua dal mare».

Gli altri partner del progetto sono l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario (Veneto Agricoltura), European Project Consulting e la cooperativa Selc.
 

I commenti dei lettori