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Salvini: «Mirano test nazionale» 

Il leader della Lega ieri in piazza Martiri per sostenere Semenzato: qui il Carroccio può vincere da solo

MIRANO. Lega all’esame di Mirano. Se non è test nazionale per il Carroccio poco ci manca. Non sono molti infatti i comuni dove il Carroccio corre da solo. Da ieri, tra l’altro, è ufficiale: nessun apparentamento né per Alberto Semenzato, né per l’antagonista Maria Rosa Pavanello. Chi vince avrà una maggioranza pura e, nel caso della Lega, addirittura monocolore: dieci consiglieri verde Lega.

Ieri, camicia e pantaloni corti è arrivato Matteo Salvini in persona a marciare in una piazza blindat ...

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MIRANO. Lega all’esame di Mirano. Se non è test nazionale per il Carroccio poco ci manca. Non sono molti infatti i comuni dove il Carroccio corre da solo. Da ieri, tra l’altro, è ufficiale: nessun apparentamento né per Alberto Semenzato, né per l’antagonista Maria Rosa Pavanello. Chi vince avrà una maggioranza pura e, nel caso della Lega, addirittura monocolore: dieci consiglieri verde Lega.

Ieri, camicia e pantaloni corti è arrivato Matteo Salvini in persona a marciare in una piazza blindata e già affollata per il mercatino dell’antiquariato. A fianco al gazebo della Lega si è fatto trovare anche quello del Pd, con Maria Rosa Pavanello in persona, ma i due non si sono neppure salutati. Con il centrosinistra invece c’era l’Anpi, l’associazione dei partigiani, che sulla piazza a loro cara ha srotolato due bandiere. In questi giorni l’associazione è uscita con una lettera in cui richiama i miranesi allo spirito della Resistenza: «Contro tutte le forme di intolleranza, discriminazione, xenofobia», si legge, «per una democrazia inclusiva e antifascista, per una città accogliente e sicura, aperta al confronto delle idee, nel rispetto delle diversità, per il disarmo, la messa la bando delle armi nucleari e la pace». Né i partigiani né Salvini però alla fine cercano lo scontro: alla fine la piazza, presidiata da carabinieri e polizia in tutti gli angoli, è del leader del Carroccio, che si fa la passeggiata tra gli espositori di antiquariato, sale a bordo di alcune auto d’epoca, si fa fotografare con militanti e simpatizzanti. Poi prende la parola. Dà del matto e del “salmone” a Semenzato: «Cari miranesi avete uno che molla la poltrona ben pagata di conigliere regionale per fare il sindaco: questo è un salmone che nuota controcorrente, di solito fanno tutti il contrario. Abbiate il coraggio di voltare pagina, l’aria sta cambiando. In Veneto mi aspetto un messaggino a mezzanotte anche da Alberto Semenzato: Mirano è libera». Prima, intervistato alla tv, Salvini ha spiegato: «Eleggere un sindaco della Lega è un mandato ben preciso per la sicurezza della città e per fermare gli sbarchi nelle nostre città, dove prima vengono le famiglie e i nostri anziani». «Nessun apparentamento», ribadisce Semenzato dal pulpito, «perché non voglio fare la fine di cinque anni fa: voglio dieci consiglieri che non tradiscono. Per il resto dico una cosa ai miranesi: non sono quello che dice la sindaca, che delusa dal risultato, visto che non è riuscita a riconfermarsi al primo turno, prendendo solo il 34%, ora spara contro l’avversario dipingendolo come un orco». Ce n’è anche per Luigi Brugnaro: «Non accettiamo attacchi da chi sfila con mille bandiere», attacca il segretario provinciale Sergio Vallotto, mentre l’assessore regionale Roberto Marcato avverte: «Quelli di là sono quelli di Renzi e della Lorenzin, che vogliono l’obbligo sui vaccini».

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