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Addio Alfredo Borsato fondatore della Settemari

Lutto nel mondo della voga e della cultura lagunare. Aveva inventato il premio «Veneziano dell’anno». L’ex sindaco Rigo: «Era il veneziano degli ultimi 50 anni»

di Alberto Vitucci
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VENEZIA. Si è spento improvvisamente in casa sua, colpito da infarto. Mentre guardava in tv la sua amata Reyer vincere la seconda finale con Trento. Alfredo Borsato, storico presidente dell’associazione Settemari, è morto lunedì sera all’età di 86 anni. Aveva inventato alla fine degli anni Settanta il premio «Veneziano dell’anno», consegnato nel gennaio scorso a Pino Donaggio, nel 2016 alla fiorettista paralimpica Bebe Vio. Un veneziano speciale, sempre presente nelle vicende della sua città. Solo una settimana fa, nonostante le sue condizioni di salute precarie, aveva presenziato nella sede della Settemari a Cannaregio, alla presentazione del libro di Franco Bortoluzzi – altro cofondatore della Settemari – sui progetti per Venezia. Borsato è stato negli ultimi quarant’anni una presenza nelle iniziative culturali veneziane. «Dal carnevale alle regate, dalla vogalonga ai rifugi delle Dolomiti, dalla passione per Goldoni a quella per l'arte con il fratello Renato non c'è un avvenimento che non mi ricordi Alfredo», lo ricorda commosso l’ex sindaco e suo coetaneo Mario Rigo. Proprio durante il mandato di Rigo sindaco, nella seconda metà degli anni Settanta, c’era stata la rivoluzione della Vogalonga, la nascita delle società remiere tra cui la Settemari. Cultura e non soltanto remo, venezianità e iniziative per la città».

«Del resto cosa non è la sua invenzione, il premio del “Veneziano dell'anno”», continua Rigo, «se non la storia delle persone e dei fatti che hanno contrassegnato la vita di Venezia negli ultimi 50 anni?» «Il veneziano non dell'anno ma degli ultimi 50 anni è proprio lui Alfredo», dice ancora l’ex sindaco, «che non ha mai fatto mancare la sua presenza e le sue iniziative per valorizzare la vita, la vitalità di Venezia, quella che chiamiamo venezianità». Uomo deciso, sempre accompagnato dall’amata moglie Lina, Borsato non mancava di partecipare agli avvenimenti più importanti della città. Eccolo consegnare la pergamena di «Veneziano dell’anno» alla giovanissima Bebe Vio, figlia di amici, colpita da bambina da una forma fulminante di meningite e poi diventata campionessa paralimpica a Rio nella scherma. Un esempio di resistenza e di rinascita. Poi a Pino Donaggio, veneziano illustre che ha portato la musica italiana nel mondo.

Alfredo Borsato abitava da sempre in una casa a Santa Maria Nova, sul rio di Miracoli. Nella chiesa dei Miracoli che vedeva dalle sue finestre si terranno venerdì mattina alle 11 i funerali. Ci saranno i soci e le barche di rappresentanza della sua amata Settemari.

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