Sparito il profilo con le minacce di morte

L’ avvocato dei kosovari denuncia intimidazioni via social: «Messaggi di offesa perché ho assunto la difesa dei ragazzi»

Offese sui social al legale trevigiano che difende i due cugini kosovari accusati di aver ingaggiato tra loro, giovedì sera, una gara d’auto nella quale ha perso la vita un operaio innocente, lasciato agonizzante mentre i due fuggivano. Dopo che sabato il profilo Facebook del presunto “pirata” Kajtaz Kukiqi è stato bersagliato di minacce di morte e insulti, ieri l’avvocato Alessandra Nava ha trovato almeno un paio di messaggi sul suo account Twitter dai toni non certo ortodossi da parte di altrettanti utenti che se la sono presa con il fatto che abbia assunto la difesa di Kukiqi, 21 anni di Cessalto, e del cugino Edmon Balaj, 26 anni di Salgareda, sui quali pendono le pesantissime accuse di omicidio stradale, omissione di soccorso, fuga, violazione dell’articolo 9 ter del codice della strada che sancisce il divieto di gareggiare in velocità. A Kukiqi, al volante dell’Audi A3 che ha centrato la Ford Focus su cui viaggiava Giuliano Babbo, morto a 53 anni di ritorno dal turno alla “3B” di Salgareda, viene contestata anche la guida senza patente: non aveva infatti mai ottenuto il documento.

«Sono messaggi di offesa in riferimento alla difesa che ho assunto per questi due ragazzi. Non è la prima volta che mi succede. È un fatto che infastidisce, non c’è dubbio», spiega l’avvocato Nava, «Nessuno si può permettere di mettere in dubbio la professionalità delle persone, anche perché la difesa è un diritto garantito dalla Costituzione. Sarà la giustizia a decidere per questi ragazzi, non servono la gogna mediatica o sui social». L’avvocato Nava sta valutando di presentare una segnalazione di quanto accaduto alla polizia postale, competente anche in materia informatica e social.

Profilo Fb sparito. Intanto dalla tarda serata di sabato è sparito il profilo Facebook di Kajtaz Kukiqi sul quale nel corso della giornata alcuni utenti avevano lasciato insulti e minacce di morte. «Ti conviene stare in galera, se metti fuori ci pensiamo noi a sistemarti per le feste», e poi «Ti aspetterei fuori per farti vedere come la vita ti prende... sotto ad un camion devi finire»: questo il tenore dei messaggi. A cancellare - o quantomeno a “congelare” il profilo come consentito da Facebook - potrebbero essere stati gli stessi familiari del ragazzo. Con il nome di Kajtaz ora sul social network appare solo un vecchio profilo del ragazzo, fermo al 2015. Anche per le minacce di morte su Fb potrebbe scattare la segnalazione alla polizia postale. L’avvocato dovrà discuterne con la famiglia nelle prossime ore.

Oggi l’interrogatorio. È fissato per questa mattina in carcere a Santa Maria Maggiore l’interrogatorio di convalida degli arresti dei due cugini che, davanti al gip Gilberto Stigliano Messuti, potranno decidere se parlare o meno. Al loro avvocato hanno già ribadito di non aver ingaggiato la gara, anche se i testimoni dicono il contrario. La pm Carlotta Franceschetti ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere, il difensore si batterà per gli arresti domiciliari.

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