In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Casinò, via libera al piano del Comune

Il Consiglio approva la ricapitalizzazione di 6 milioni, la disdetta del contratto da luglio e il “restyling” di Ca’ Noghera

di Alberto Vitucci
2 minuti di lettura

Via alla ristrutturazione del Casinò. Dal primo luglio i contratti dei dipendenti saranno azzerati, il Comune investirà 6 milioni di euro per il “restyling” della sede di Ca’ Noghera. Se l’operazione non darà i suoi frutti, potrebbero esserci sul tavolo 160 esuberi e la chiusura della sede storica di Ca’ Vendramin. Tra le urla e i fischi di molti croupier presenti in sala, polemiche di fuoco tra maggioranza e opposizione al limite dell’insulto, il consiglio comunale ha approvato ieri a maggioranza (22 voti contro 11) la delibera che dà il via alla ricapitalizzazione dell’azienda di sua proprietà.

Accuse reciproche. Alla fine il sindaco Brugnaro mantiene la linea dura ma apre uno spiraglio. «Ci è dispiaciuto scegliere questa strada, ma ce lo impone la legge», dice, «abbiamo trovato una montagna di debiti e adesso l’unica strada per salvare l’azienda è quella. Se ci sarà un clima di collaborazione potremo rivedere i tagli». «C’è qualcosa sotto, questi vogliono affidare all’esterno la gestione», dicono i sindacati. Qualcuno si spinge anche più in là. «Perché non prevedere la nuova sede sui terreni del Quadrante di Tessera? Non è che la sede la faranno poi da un’altra parte, magari nei terreni del sindaco?» «Usate le aree del Quadrante», dice il capogruppo del Pd Andrea Ferrazzi.

L’assessore al Bilancio Michele Zuin replica con durezza: «Tu non devi parlare, stiamo recuperando una situazione provocata dalla tua giunta». I lavoratori, ieri in sciopero, annunciano azioni legali. «Azzerare i contratti? Non si può. E le mance, dove finiranno? Adesso il 40 per cento lo versiamo al Comune». Muro contro muro che potrebbbe portare a scioperi a oltranza. «Abbiamo messo sul piatto un taglio del 10 per cento del costo del lavoro» dice Matteo Matteuzzi della Cgil, «e anche la flessibilità. Evidentemente si voleva rompere comunque».

Aula divisa in due. Maggioranza compatta intorno alla tesi Zuin. «Noi di Forza Italia siamo per questa soluzione», dice Deborah Onisto. Fischi anche a Gianpaolo Formenti (Lista Brugnaro) che racconta il suo sondaggio personale su 102 suoi elettori per dimostrare che la manovra è buona e giusta. Rocco Fiano (Lista Casson) prova a convincere la giunta che il tempo è troppo poco per vedere una ripresa degli incassi nella sede veneziana. Nicola Pellicani (Pd) chiede una nuova sede. «Unico modo per rilanciare davvero un Casinò che negli ultimi anni è stato gestito male». I Cinquestelle vanno all’attacco. Presentano una mozione per avviare «azioni di responsabilità verso gli amministratori degli ultimi cinque anni». La votano i tre grillini (Visman, La Rocca e Scano) e i due del Gruppo Misto Scarpa e Serena. Fiano e il Pd no. «C’è un piano politico e uno penale, dice», se qualcuno sa vada in Procura. Ma non confondiamo».

L’appello del sindaco. Brugnaro plaude e attacca i Cinquestelle. «Non sono seri, sanno solo criticare. Se andranno al governo del Paese sarà un disastro». Alla fine l’appello ai dipendenti: «Teniamo la porta aperta, ma adesso dobbiamo andare avanti. Ci mettiamo la faccia». Il motivo? Il sindaco scandisce le parole. «Chiunque voglia un domani cimentarsi troverà una situazione migliore». Al momento del voto escono dall’aula Maurizio Crovato e Elena Larocca che hanno parenti croupier. «Anche il fratello dell’assessore», urla un lavoratore, «fa il revisore dei conti. Questo non è conflitto di interessi?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori