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I vaporetti? Troppo cari e la gente li snobba (o non paga)

Prima indagine numerica sui flussi turistici a Venezia: i visitatori scelgono la Strada Nuova e i mezzi Actv restano sottoutilizzati

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VENEZIA. “Caro vaporetto, ma quanto mi costi?”. Una ricerca dimostra che i mezzi acquei di Venezia, che secondo veneziani e turisti sono pieni all'inverosimile, in realtà sono poco amati dai visitatori. Il primo motivo è il costo (7 euro e 50 cent a persona se non si è in possesso della carta “Venezia unica” come residente). Il secondo motivo è però anche la bellezza della città: una passeggiata a Venezia non ha eguali in alcun altro posto del mondo. 

Venezia in time-lapse: a passo di carica sul Canal Grande

L’indagine è stata svolta con uno strumento in grado di ricostruire quantitativamente e in maniera dinamica i grandi flussi pedonali nei centri storici, basato sulle nuove tecnologie Ict, su analisi video e wifi stato testato a Venezia nel corso del Carnevale 2017. Il risultato della sperimentazione, nata dalla collaborazione tra l'Università di Bologna e Tim, si basa su un campioni, differenziazioni orarie significative ma anche l'individuazione di punti critici come Rialto in questo caso in ogni fascia oraria e Piazza San Marco in occasione di grandi appuntamenti come il “Volo dell'Angelo” con cui inizia il Carnevale, evento che ha fatto registrare una variazione significativa dei flussi e l'utilizzo della Strada Nuova come principale via d'accesso alle zone centrali.

Il Volo dell'Angelo: inizia il Carnevale

Secondo l'esperienza dei più i mezzi sono invece molto affollati. Fare un giro in vaporetto d'estate o durante le grandi manifestazioni turistiche in realtà è quasi una sfida alla legge fisica dell'incompenetrabilità dei corpi: gente sudata ammassata ovunque, posti a sedere perennemente occupati, gente che staziona davanti ai barcarizzi impedendo di scendere o salire. L'indagine, invece, dimostra con i numeri che c'è un sotto utilizzo dei vaporetti, disincentivato dai costi elevati. I dati ottenuti attraverso gli algoritmi utilizzati danno dunque una prima validazione sperimentale alle impressioni esclusivamente percettive.
 
"Noi - ha spiegato Pierpaolo Campostrini, direttore di Corila, consorzio che coordina le ricerche sul sistema lagunare veneziano - non avanziamo una proposta di gestione, ma forniamo alle amministrazioni strumenti utili, nella consapevolezza che non si può gestire ciò che non si è capaci di misurare".
 
"Abbiamo iniziato la sperimentazione dello strumento da Venezia - ha sottolineato Armando Bazzani, dell'Università di Bologna - perché è un caso particolarmente difficile e quindi l'averlo testato su un traffico pedonale come quello del centro storico veneziano ci permette di esportarlo facilmente in altri contesti".
 
Quello che l’indagine non dice, però, è che tra i vari mezzi di trasporto un viaggio in Canal Grande sui vaporetti Actv, quindi con la possibilità di ammirare tutti i palazzi, è il più economico.
Altro problema, però, è quello dei "portoghesi": durante i grandi eventi, come ben sanno i residenti, i controlli saltano e molti passeggeri "foresti" non pagano il biglietto.
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