Inaugurato centro islamico, venetisti protestano con porchetta

(foto Tommasella)

San Stino di Livenza, manifestazione organizzata dalla Lega mentre nel centro islamico era presente anche il sindaco

SAN STINO DI LIVENZA. Momenti di forte tensione si sono vissuti in mattinata a San Stino di Livenza, nella località di Bivio Triestina, per l'apertura di un centro islamico. Un gruppo di venetisti, indipendentisti, e neofascisti ha protestato con un modo singolare. Dall'altra parte della strada, infatti, i membri dell'autoproclamato Comitato di Salute Pubblica hanno tagliato e mangiato una porchetta, offrendola agli aderenti e raccogliendo le firme.

San Stino di Livenza, inaugurato il centro islamico

Il tutto è avvenuto di fronte agli occhi del deputato della Commissione d'inchiesta sui centri di trattenimento e di accoglienza, Sara Moretto, del Pd. “E' un'incredibile mancanza di rispetto. Questo comportamento è inaccettabile”.

I protestastari non hanno avuto remore. A dividere i gruppi c'erano Squadra Mobile, Digos e un battaglione di carabinieri. “Il lanciafiamme, ci vuole il lanciafiamme” ha gridato un residente del posto sulla settantina, identificato dalla Polizia. Un altro ha messo le mani addosso, esagerando nella confidenza, al vicequestore Marco Fabro “Calmo, non sta a tocarme”, “Calmo non toccarmi” gli ha detto. Sono volati insulti per il sindaco.

Tra le prime reazioni all'apertura del Centro islamico c'è quella di Gianluca Forcolin, il vicegovernatore del Veneto, che dal suo profilo facebook ha scritto. “Se davvero è un "centro culturale", presentino il programma delle attività e parlino in italiano all'interno della struttura. La vera integrazione parte da queste regole essenziali e di buon senso”.

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