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Via libera agli espropri per la “strada degli orti”

Approvato il secondo stralcio della bretella che libererà Sottomarina dal traffico in uscita collegando la rotonda di viale Mediterraneo con via Dandolo

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CHIOGGIA. Il consiglio comunale ha approvato, ieri, il progetto definitivo del secondo stralcio della “strada degli orti”, e la relativa dichiarazione di pubblica utilità, necessaria per dare il via agli espropri. L’iter burocratico della nuova opera sarà concluso, ha assicurato l’assessore Messina, entro giugno o luglio al massimo, dopodiché partiranno i lavori.

Il tratto in questione della strada collegherà la rotonda di viale Mediterraneo con via Dandolo, mentre il futuro terzo stralcio arriverà fino al Clodì permettendo, così, al traffico veicolare una seconda uscita da Sottomarina, quanto mai necessaria durante la stagione estiva.

Il deflusso dalle spiagge, infatti, costretto sull’unica direttirice Lungomare-viale Mediterraneo, provoca continue code, ingorghi e incidenti che il nuovo collegamento dovrebbe, tra qualche anno, ridimensionare.

Il progetto del secondo stralcio, quindi, è stato approvato aall’unanimità ma le polemiche non sono mancate. L’assessore all’Urbanistica Elga Messina, infatti, ringraziando gli uffici comunali per il lavoro svolto, ha sottolineato che «a gennaio il progetto era ancora allo stadio embrionale, tanto che si rischiava di perdere il finanziamento proveniente dai patti territoriali» ma che l’amministrazione comunale era riuscita a recuperarlo grazie a una trasferta a Roma, al Ministero, e al successivo impegno degli uffici che «in tre mesi hanno recuperato il lavoro di tre anni». Un’affermazione che non è andata giù ai consiglieri che fanno riferimento alla precedente amministrazione, in particolare all’ex sindaco Giuseppe Casson che ha ingaggiato un battaglia verbale con l’assessore, ricordando di esseresi recato, anche lui, a Roma in tre occasioni per “salvare” quello stesso finanziamento.

Casson ha ricordato le problematiche relative a quel progetto, non ultima la miriade di piccoli proprietari che insiste sul tracciato della strada e l’aggravio della definizione delle procedure di esproprio. «Del resto», ha detto, «se il Ministero ha dato la proroga, l’ha data perché non si era al punto zero del progetto».

L’assessore Messina, però, ha confermato la sue valutazioni («Sono un architetto e so riconoscere a che punto è un progetto») e rivendicato il merito di aver recuperato quei fondi, con i quali non solo la “strada degli orti”, ma anche altri cinque progetti sono stati finanziati.

Il dirigente dei Lavori pubblici, ingegner Stefano Penzo, chiamato in causa dall’ex sindaco Giuseppe Casson, ha equamente distribuito i meriti tra le due amministrazioni.

Diego Degan

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