Cuore: le false credenze che possono uccidere. I consigli del cardiologo

Un'ambulanza del Suem 118

Il dottor Di Pede (Usl 4): "Con dolori al petto improvvisi, mai mettersi in auto o farsi accompagnare: si rischia la morte. Bisogna chiamare subito il 118"

PORTOGRUARO.  “Farsi accompagnare in auto o, peggio ancora, mettersi al volante per raggiungere l’ospedale in presenza di un problema cardiaco significa rischiare la morte”.

Lo dice il dottor Francesco Di Pede, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiologia della Ulss4, in risposta alle istanze sollevate dal Centro per i Diritti del Malato di Portogruaro, secondo cui la “vox populi” suggerisce, in caso di urgenza, “di recarsi direttamente in cardiologia a Pordenone”.

“Nulla di più sbagliato- puntualizza il dottor Di Pede – colgo dunque l’occasione per dire alla popolazione che, in presenza di un dolore toracico che dura più di 10 minuti, percepito come qualcosa di nuovo e mai avuto prima, va subito contattato il numero di emergenza 118 che invierà sul posto un’ambulanza per avviare subito le cure del caso e trasferire il soggetto nel luogo giusto in tempi brevi”.

Francesco Di Pede, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiologia della Ulss4,

Il consiglio vale per tutti. Nel caso di Portogruaro, ad esempio, tutte le ambulanze sono in grado di effettuare l’elettrocardiogramma sul luogo dell’emergenza e di trasmetterlo in tempo reale all’unità coronarica di San Donà di Piave. Sulla base di quanto riscontrato a distanza dai cardiologi, il paziente viene quindi trasferito dalla stessa ambulanza nel pronto soccorso ospedaliero più vicino (casi non gravi), o nella emodinamica di San Donà di Piave o di Mestre (presenza di infarto). “La cura inizia già sul posto e in caso di trasferimento in ospedale paziente è costantemente monitorato – continua il dottor Di Pede – . Per questo motivo decidere di recarsi autonomamente in ospedale, a Pordenone o altrove, si allungano i tempi e la persona rischia la morte”.

I dati dell’Azienda sanitaria Ulss4 confermano che utilizzando la rete di emergenza del Suem, ed arrivando nelle strutture di cura entro le 2 ore dall’evento cardiaco, la mortalità passa dall’8% al 2% dei casi (anno 2015).  “Le  emergenze - conclude il dottor Di Pede - vengono gestite nel portogruarese in modo efficace con la telecardiologia e con il 118”.

“Il Centro per i Diritti del Malato ringrazia il dottor Di Pede per le sue precisazioni – commenta il presidente Ivana Franceschinis - . Il servizio di cardiologia è migliorato molto rispetto al passato. Pertanto ci associamo all’esortazione del medico e invitiamo la popolazione, in presenza di un evento cardiaco, ad attivare la rete di emergenza contattando il 118”.

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