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Pendolari in rivolta per i treni in ritardo Regione nel mirino

I sindaci di Mogliano e Preganziol protestano per il servizio. «Qui servizio pessimo ma per la Pedemontana Zaia ritocca anche le tasse»

Matteo Marcon
2 minuti di lettura

MOGLIANO. Preghiera laica del pendolare ferroviario: «Dacci oggi il nostro calvario quotidiano, rimetti a noi i nostri treni e non ci indurre in tentazione di prendere la nostra auto...». L’ultima odissea che ci viene segnalata dai lettori, tra vagoni che assomigliano a “carri bestiame”, treni in ritardo e disservizi assortiti (come le colonnine self service fuori uso), risale allo scorso fine settimana. Ora di punta del mattino, giovedì 4 maggio, alle 8.20 da Mogliano verso Treviso: treno da Venezia con 25 minuti di ritardo, quelli successivi tra i 15 e i 20 minuti.

Venerdì 5 maggio, l’indomani il buon samaritano pendolare cerca di premunirsi: prova a prendere quello prima, ore 7.50 e puntuali (loro sì) altri 25 minuti di ritardo.

L’ennesima odissea lungo la linea Venezia Udine è l’occasione, da parte dei sindaci dei comuni più coinvolti (Mogliano e Preganziol), per tornare a tuonare contro le inerzie della regione. Toc! Toc! metropolitana di superficie, se ci sei batti un colpo. Carola Arena e Paolo Galeano tornano così a chiedere a gran voce la realizzazione della grande incompiuta Smrf: «Purtroppo il disagio quotidiano di chi usa il treno per recarsi a studiare o a lavorare non è una novità», commenta Carola Arena, primo cittadino moglianese che più volte, in campagna elettorale, ha affiancato le proteste dei viaggiatori ferroviari, «Ai pendolari va tutta la nostra solidarietà. Vorremmo poter fare di più, ma non è nostra la competenza in materia. Oltre un anno fa», ricorda Arena, «mi sono recata personalmente in Regione assieme ai sindaci di Preganziol e Casier, per sollecitare un aumento delle corse, segnalare la necessità di limitare i ritardi e le cancellazioni delle corse. Al di là delle solite dichiarazioni di intenti non si è andati. La giunta regionale che ha la responsabilità del trasporto pubblico locale si è dimostrata in ogni occasione un vero e proprio muro di gomma».

Per la Pedemontana invece... Per finanziare le strade in cemento, non quelle in ferro, ci si può anche concedere un ritocchino ai parametri della pressione fiscale: «Zaia e compagni, evidentemente, sono più interessati alla realizzazione di nuove strade, anche ricorrendo ad una supertassazione, che a far funzionare i mezzi pubblici e tenere sotto controllo l’inquinamento», prosegue Arena, «Recentemente l’Assessore regionale alla mobilità e trasporti De Berti ha dichiarato pubblicamente che intendono riprendere in mano il progetto della metropolitana di superficie: siamo super favorevoli, ma il nostro timore è che sia una delle tante boutade propagandistiche». «Non ne possiamo più di accogliere le lamentele dei nostri cittadini», fa eco da Preganziol il sindaco Galeano, «Per avere più corse abbiamo dovuto mendicare qualche treno in più con grande determinazione e solo sotto le elezioni regionali, abbiamo ottenuto qualche timido risultato. La nostra regione deve dimostrare lungimiranza nelle scelte strategiche in materia di trasporti ferroviari: non sarebbe mai troppo tardi».

Anche perché, ormai, ai ritardi, chi più chi meno, ci siamo tutti un po’ abituati.

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