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Morì in mare, udienza slittata per lo sciopero dei legali

SPINEA. L’astensione degli avvocati proclamata a livello nazionale ha fatto slittare l’udienza preliminare in programma ieri a Venezia per la morte di Donatella Friani, la 49enne di Spinea vittima di...

SPINEA. L’astensione degli avvocati proclamata a livello nazionale ha fatto slittare l’udienza preliminare in programma ieri a Venezia per la morte di Donatella Friani, la 49enne di Spinea vittima di un incidente in mare al largo di Pellestrina il 24 ottobre 2014, mentre si trovava in barca con il compagno Giovanni Raimondi, ex gioielliere di 67 anni residente a Cadoneghe (Padova).

Il sostituto procuratore Massimo Michelozzi, titolare del fascicolo, ha presentato la richiesta di rinvio a giu ...

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SPINEA. L’astensione degli avvocati proclamata a livello nazionale ha fatto slittare l’udienza preliminare in programma ieri a Venezia per la morte di Donatella Friani, la 49enne di Spinea vittima di un incidente in mare al largo di Pellestrina il 24 ottobre 2014, mentre si trovava in barca con il compagno Giovanni Raimondi, ex gioielliere di 67 anni residente a Cadoneghe (Padova).

Il sostituto procuratore Massimo Michelozzi, titolare del fascicolo, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Raimondi con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Sulla richiesta dovrà esprimersi venerdì 12 maggio il giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza che potrà disporre il rinvio a giudizio dell’imputato (in tal caso il processo si svolgerebbe davanti al giudice monocratico) oppure il non luogo a procedere, o ancora chiedere al pubblico ministero ulteriori indagini. In sede di udienza preliminare la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Roberto Boev, potrebbe chiedere l’ammissione ai riti alternativi.

«Ero al timone in cabina, non mi sono accorto di niente, fino a quanto non l’ho sentita gridare: «Giovanni, Giovanni, sono caduta in acqua». Ho spento il motore, l’ho vista un attimo... poi è sparita»: così Giovanni Raimondi aveva raccontato, pochi giorni dopo la tragedia, quanto era successo. Secondo quanto riferito allora dall’uomo, Donatella era uscita in coperta - nonostante le onde e il forte vento - per recuperare il suo piccolo cane, che pure era già stato molte volte in quella barca: «Posso solo supporre che avesse il cane in braccio e, nello spostarsi, abbia mancato la presa di un “tienibene” e con il rollio improvviso della barca sia caduta».

A due anni e mezzo dal dramma, la vicenda dal punto di vista giudiziario sta arrivando ad un punto cruciale. (ru.b.)