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L'ammiraglio Bernard: «La Marina è strategica all’Arsenale»

L'ammiraglio Marcello Bernard

Venezia, parla il comandante: "Abbiamo investito molto con museo e restauri, apriremo sempre di più l’area alla città"

VENEZIA. Restauri per due milioni di euro. Edifici rimessi a nuovo e ora disponibili alla città. E il grande progetto del Museo navale, che comincia a prendere forma. Che porterà i visitatori a entrare nell’attuale zona militare dell’Arsenale dalla porta Nord e dalla Tesa 105. Per visitare il museo allargato e rinnovato, il sommergibile e la motozattera.

Il comandante dell’Arsenale, ammiraglio Marcello Bernard, alza l’asticella. E rimanda al mittente, pur mantennendo l’aplomb del militare, le ...

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VENEZIA. Restauri per due milioni di euro. Edifici rimessi a nuovo e ora disponibili alla città. E il grande progetto del Museo navale, che comincia a prendere forma. Che porterà i visitatori a entrare nell’attuale zona militare dell’Arsenale dalla porta Nord e dalla Tesa 105. Per visitare il museo allargato e rinnovato, il sommergibile e la motozattera.

Il comandante dell’Arsenale, ammiraglio Marcello Bernard, alza l’asticella. E rimanda al mittente, pur mantennendo l’aplomb del militare, le accuse più o meno velate di “chiusura” alla città indirizzate alla Marina. A Venezia da più di due anni, Bernard ha raccolto l’eredità dei suoi predecessori che avevano avviato il grande progetto del Museo del mare, mai decollato. E annuncia novità.

«La Marina militare ha compiti istituzionali, di tutela del mare e della sicurezza dei cittadini», attacca, «ma intende anche aprire questi luoghi alla città di Venezia».

Le aree dell’Arsenale rimaste alla Marina però oggi non sono accessibili.

«Non è vero. È cominciato un processo di apertura degli spazi che ha visto ad esempio raddoppiare il numero delle visite di queste parti di Arsenale. Abbiamo aperto nelle ultime domeniche le visite, e il successo è stato grande».

La Darsena però rimane inaccessibile.

«Bisogna sapere che dal 2015 Venezia è tornata ad essere base navale di appoggio nell’Adriatico. Nella Darsena ci sono sempre tre nostre unità navali che si occupano dei controlli del mare. Un’attività che la Marina svolge per la collettività. Come quella, fondamentale, del controllo Fari: solo il 5 per cento delle navi che circolano sono della Marina militare. Ma il controllo Fari lo facciamo noi per tutte le imbarcazioni».

Il progetto del nuovo Museo Navale a che punto è?

«Stiamo andando avanti come previsto, in collaborazione con il Comune e la società Vela. Tra breve sarà possibile visitare un Museo rinnovato e allargato, uno dei più belli d’Italia».

Resta precluso l’accesso dalla parte Nord.

«Il progetto è quello di creare presto un collegamento pedonale tra l’ingresso dalla Tesa 105 di proprietà del Comune che passi per il piazzale della Campanella e arrivi al Museo. Dando la possibilità ai visitatori di vedere il sommergibile, la Casa del Bucintoro, la motozattera».

Dunque la Marina non ha intenzione di dismettere la sua presenza in Arsenale.

«Assolutamente. Anzi. Ricordiamo che questo è un luogo importante per la storia di Venezia. La presenza della Marina all’Arsenale è ritenuta strategica. Poi abbiamo fatto importanti investimenti, con risorse nostre».

Ad esempio?

«Il restauro dell’edificio degli ex Squadratori, 2 mila metri quadrati a cui va aggiunto il Magazzino 41. Spazi recuperati dove si fanno convegni che saranno messi a disposizione della città. Al nostro Istituto poi facciamo simposi di livello internazionale. Si formano gli ufficiali della Marina italiana. Insomma, un ruolo di primo piano».

Leggi il dossier: cinque progetti per il rilancio

Cosa dice a chi accusa la Marina di essere “chiusa” alla città?

«Senza polemica rispondo semplicemente che non è vero. Noi svolgiamo un’attività per la città e siamo disponibili ad aprire sempre di più le porte dell’Arsenale ai Veneziani».

C’è anche qualcuno che dice: se non ci fosse stata la Marina, l’Arsenale chissà come sarebbe finito.

«Beh, lo ha detto lei...»

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